Ci sono sorrisi che cambiano la vita; ci sono sorrisi che sono la tua vita. Una vita normale quella di Franco Antonello: hai un buon lavoro, un buon guadagno, ti piace uscire, divertirti… Nasce un figlio, la cosa più bella del mondo; fin qui tutto normale. Poi, quando tuo figlio ha circa 2 anni e mezzo crolla in un secondo il mondo addosso: è autistico. Forse a causa di un vaccino, forse no. Tutto cambia. Arrivi a sfasciare con le mani una macchina, ti domandi: “Perché proprio a me?”. Poi salgono i sensi di colpa, la vergogna, sei ad un bivio: o continui a piangerti addosso o reagisci.

Franco Antonello ha scelto la seconda soluzione. Suo figlio Andrea, aveva bisogno di lui, e lui ha risposto: “Presente” a quella chiamata.
Oggi lo conosciamo tutti grazie al libro che è un piccolo diario del viaggio che li ha visti protagonisti in giro per l’America per oltre 3 mesi: Se ti abbraccio non avere paura.

Un diario che è nato per documentare un’esperienza più unica che rara: un viaggio-libertà che un padre e un figlio hanno voluto dedicarsi. Oggi questo diario, scritto da Fulvio Ervas ed edito da Marcos Y Marcos, ha venduto oltre 300.000 copie ed è stato tradotto in 8 lingue e prossimamente diverrà un film.

Ho incontrato Franco davanti un caffè: un uomo di polso, sicuro di sè. Un uomo che non ha paura. Mi racconta la vita di suo figlio tra il bullismo e la diffidenza, una società che respinge chi è diverso, le istituzioni che non allungano la mano per aiutarti, ma si perdono dentro quel mondo chiamato “burocrazia”. Quando sei da solo non puoi tirarti indietro e devi regire.

Ecco che nasce nel 2005 “I bambini delle fate” dove fate è un invito ad essere attivi, a far concretamente qualcosa. La Fondazione, senza scopo di lucro, ha finalità sociali e umanitarie rivolte alle disabilità infantili ed alla ricerca. Massima trasparenza, una rete di
imprenditori che vogliono fare del bene, e un report mensile che aggiorna provincia per provincia i lavori che vengono svolti.

“Cari genitori belli, sono graditi visi sorridenti” è Andrea il motore della vita di Franco. Colui che con il suo sorriso illumina le giornate. Franco mi racconta che Andrea è intrappolato in un corpo: l’errore che la nostra società fa, è quello di credere che questi ragazzi non
si rendano conto della loro situazione, dell’ambiente circostante etc… E’ questo lo sbaglio. Sono essere umani come noi, un po’ speciali, ma che hanno bisogno di cure, amore, vita sociale e rete.

Andrea comunica grazie alla scrittura agevolata, dipinge e sostiene che “i colori sono i miei umori, le parole che non riesco a dire“. Quando gli chiedo cosa si potrebbe fare concretamente per questi ragazzi mi risponde che basterebbe regalare a loro un po’ di quotidianità. Vestirli carini, portarli ad un parco, in un centro commerciale e perché no, far avere loro relazioni. Andrea ha scoperto anche l’intimità, perché come ogni ragazzo di 18 anni, gli ormoni esplodono. Ama l’universo femminile e se gli piaci non manca di fartelo sapere.

“Basta emozioni, basta complimenti: aiutiamo questi ragazzi. L’educazione sociale andrebbe introdotta nelle scuole. Se ognuno di noi dedicasse un’ora al mese ai ragazzi come Andrea, insegnando loro un lavoro, uno sport, o semplicemente passeggiando, mangiando un gelato assieme, parlando, la loro vita sarebbe qualitativamente migliore. C’è bisogno di questo: non emarginarli“.

Ancora una volta, mi sono resa conto, di quanto la nostra società abbia evidenti limiti. E scopro, ancora una volta, che i diversi non sono loro, persone speciali, ma siamo noi che non riusciamo, alle volte, a spogliarci dei pregiudizi e ci arrendiamo davanti alla diversità, per paura e per ignoranza.

Contatti:
www.ibambinidellafate.it
www.andreaantonello.it
https://www.facebook.com/pages/Franco-e-Andrea/352294978223488?fref=ts
Twitter: @fondazionefate

(Seguite Elisa anche sul suo sito ufficiale: Elisadospina.com!)

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