E’ il 28 maggio 1974 quando a Brescia, nella centrale piazza della Loggia, una bomba nascosta in un cestino portarifiuti esplode sotto una pioggia insistente.

Il racconto

Nella piazza è il panico: la folla di gente presente in quel momento per partecipare ad una manifestazione contro il terrorismo neofascista, presieduta da Franco Castrezzati, sindacalista della CISL, dell’on. del PCI Adelio Terraroli e del segretario della camera del lavoro di Brescia Gianni Panella, urla ovunque spaventata. Saranno oltre cento i feriti, otto i decessi.

Le indagini e i processi

Furono diverse i filoni di indagine che vennero seguiti e che portarono all’arresto di alcuni esponenti dell’estrema destra bresciana, uno di essi, Ermanno Buzzi, in carcere in attesa d’appello, fu strangolato il 13 aprile 1981 da Pierluigi Concutelli e Mario Tuti, due militanti neofascisti. In una terza istruttoria, il 19 maggio 2005 la Corte di Cassazione ha confermato la richiesta di arresto per Delfo Zorzi (oggi cittadino giapponese, non estradabile, con il nome di Hagen Roi) per il coinvolgimento nella strage di piazza della Loggia, ma già accusato anche per quella di Piazza Fontana. Il 15 maggio 2008 sono stati rinviati a giudizio i sei imputati principali: Delfo Zorzi, Carlo Maria Maggi, Maurizio Tramonte, Pino Rauti, Francesco Delfino, Giovanni Maifredi.

I sospetti di coinvolgimento dei servizi segreti

Nel corso dei vari procedimenti giudiziari si è fatta largo l’ipotesi del coinvolgimento nella vicenda di rami dei servizi segreti e di apparati dello Stato nella vicenda. Ciò che più saltò immediatamente all’occhio fu l’ordine, proveniente da ambienti istituzionali rimasti ancora oscuri, impartito meno di due ore dopo la strage, di ripulire affinché una squadra di pompieri ripulisse con le autopompe il luogo dell’esplosione, spazzando via indizi, reperti e tracce di esplosivo prima che alcun magistrato o perito potesse effettuare alcun sopralluogo o rilievo.

Non è tutto: anche i detriti prelevati in ospedale dai corpi dei feriti e dei cadaveri scomparvero misteriosamente mortificando sensibilmente le indagini. Infine è da segnalare anche la recente perizia antropologica ordinata dalla Procura di Brescia su una fotografia di quel giorno che comproverebbe la presenza sul luogo della strage di Maurizio Tramonte, militante di Ordine Nuovo e collaboratore del SID.

(Foto by InfoPhoto)