La fine del segreto bancario svizzero si fa sempre più concreta. Nella giornata odierna è stato infatti siglato e ratificato un accordo tra Unione europea e Svizzera, che permetterà lo scambio automatico di informazioni fiscali tra l’Unione e il Paese elvetico e che a partire dal 2017 segnerà la fine definitiva del segreto bancario che ha sempre caratterizzato il sistema svizzero.

L’accordo tra Unione europea e Svizzera, siglato a Bruxelles, sembra essere il chiaro segno che i banchieri sono pronti a voltare pagina e a concentrarsi sulla conformità fiscale internazionale. Unico intralcio che potrebbe verificarsi in tutto questo percorso, come spiega l’avvocato Paolo Bernasconi (che ha scritto la legge svizzera sul riciclaggio), potrebbe essere il referendum popolare, cui l’accordo dovrà essere sottoposto in Svizzera. L’esito del referendum, qualora contrario, potrebbe rappresentare uno stop a tutto lo sforzo che si sta compiendo per far sparire il segreto bancario svizzero.

Come spiega ancora Bernasconi, qualora i cittadini svizzeri non dovessero approvare l’accordo internazionale siglato con l’Unione europea, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) potrebbe inserire la Svizzera all’interno della lista dei Paesi non cooperativi in tema fiscale, provocando così effetti piuttosto negativi, se non addirittura catastrofici, sulla piazza finanziaria elvetica.

Nel frattempo, sempre in Svizzera, sta facendo molto discutere la decisione di rendere noti i nomi di alcuni evasori fiscali esteri. Fra di essi non vi sarebbero italiani mentre invece figurerebbero molti cittadini tedeschi. Una decisione giunta, spiega il funzionario Alexandre Dumas, per garantire a tutti i coinvolti di avere il diritto di opporsi alle inchieste in atto nei propri Paesi.