Due mesi fa un tredicenne di Petrizzi, a Catanzaro, è stato travolto e ucciso da un treno nei pressi della stazione di Soverato mentre si trovava con due amici nel tentativo di scattarsi un selfie con il convoglio in arrivo. Una moda folle, rischiosissima, quella dei selfie estremi, che in rete ha preso il sopravvento e che macina migliaia di visualizzazioni e “mi piace” sui principali social network. Girano il mondo, salgono illecitamente, senza farsi scoprire e senza mai avere accordi coi proprietari, sui tetti degli alberghi e da lì iniziano a scattarsi delle foto sui cornicioni, senza alcuna protezione e con il rischio che una forte raffica di vento oppure una banale distrazione possa essere fatale. Insomma, una vera e propria follia.

Selfie estremi, scalano grattacieli, tetti e gru

Una moda folle che, soprattutto quando viene praticata da minori, può diventare più che pericolosa. I “professionisti” dei selfie estremi, invece, hanno dietro anni di preparazione atletica, rischiano anche loro la vita (e per un motivo assai discutibile) ma le probabilità di finire giù da un grattacielo sono certamente inferiori rispetto a quelle di un “improvvisato”. Professionisti dei selfie estremi che guadagnano sulla loro attività grazie agli sponsor disposti a ricompensarli per foto che catturano l’attenzione di migliaia di persone. Armati di GoPro, i folli dei selfie estremi si lasciano fotografare sospesi su una gru o sul cornicione di un grande palazzo, magari in grandi città come Dubai o Mosca. Una di queste ha 460mila followers su Instagram, si chiama Angela ed è una russa di 23 anni che scala grattacieli, tetti, gru e scale, talvolta insieme al fidanzato.

Selfie estremi, un misto di incoscienza e follia

Ci vuole una buona dose di incoscienza, di follia ma anche di coraggio a stare sospesi a 200 metri d’altezza con il rischio di finire giù. Di morire sul colpo. Senza se e ma. E poi, ci perdonerete la domanda: ma morire per cosa? Per un “like” in più?