La mania dei selfie torna a colpire. Mente in Corea del Sud si sta vagliando l’ipotesi di vietare le aste per gli autoscatti, gli Stati Uniti sono alle prese con una nuova e preoccupante tendenza. E non solo perché la fame di selfie sta portando all’aumento di abbandoni di gatti neri poiché poco fotogenici, come confermato dalla RSPCA, bensì per il boom delle richieste di chirurgia plastica facciale. Quello che i filtri fotografici dello smartphone non possono fare, si risolve con il bisturi, così da essere sempre perfetti sui social media.

Stando a quanto diramato dall’American Academy of Facial Plastic and Reconstructive Surgery, in un sondaggio fra i chirurghi è emerso come un medico su tre abbia visto aumentare le richieste di intervento, poiché i pazienti diventano di giorno in giorno più consapevoli e assuefatti ai social network. Su 2.700 intervistati, è emerso un aumento del 10% di rinoplastica nel 2013 rispetto all’anno precedente, a cui fanno seguito il 7% di trapianti di capelli, il 6% di blefaroplastica e un 2% di trattamenti minori. Una crescita del 25% complessivo in un solo anno, che va di pari passo con la moda dei selfie. E non è tutto: in via ufficiosa, pare che sempre più pazienti si presentino dal chirurgo con lo smartphone alla mano, per mostrare come vorrebbero essere in base alle modifiche già compiute in digitale.

Eppure nemmeno la chirurgia può fare miracoli, poiché si tende sempre a partire dalle caratteristiche di base del soggetto, anche per ottenere dei lineamenti armoniosi con il resto del volto. «Ci sarà sempre qualcosa che troveremo brutto in un nostro selfie», spiega dalle pagine del Mirror il dottor Rizk, esperto in rinoplastica, «rifiuto una proporzione significativa di pazienti con selfie perché credo non sia un’immagine realistica di quel che in realtà appaiono di persona».

La questione sarebbe però ben più grave di un semplice capriccio estetico, ma svela quanto le nuove tecnologie possano lasciare i più completamente disarmati, soprattutto fra donne e più giovani. I selfie non svelano potere e bellezza sui social, «troppi autoscatti indicano un’ossessione verso se stessi e un certo livello d’insicurezza», continua Rizk. «Tutto questo peggiora la situazione, poiché ci si può rivedere in 100 fotografie, ogni giorno su Facebook e Instagram». Un fatto che sarebbe ancora più grave e preoccupante fra gli adolescenti, più vulnerabili al giudizio altrui.

Fonti: Daily Mail, Telegraph

Immagine: Woman takes selfies in fields behind country town via Shutterstock