Ora ha un po’ meno fretta: invece dei classici cento giorni, Matteo Renzi propone riforme in mille giorni. Precisamente, dal 1° settembre 2014 al 28 maggio 2017. Il capo del Governo ha illustrato alla Camera il piano del Governo per l’inizio del semestre di presidenza del Consiglio dell’Unione europea (non il Consiglio europeo, che è altra cosa) da parte dell’Italia, che comincerà il 1° luglio. Il Consiglio dell’Ue è un organismo al quale spetta il coordinamento delle politiche dell’Unione; la presidenza tocca a rotazione ad ogni Governo membro ogni sei mesi. Il Consiglio europeo (che si riunirà il 26 e 27 giugno) è invece l’organismo che riunisce i rappresentanti dei singoli stati, cioè i capi di Stato o di Governo.

Su quali riforme attuare Renzi è stato tuttavia abbastanza generico: “E’ un pacchetto di riforme che rende giustizia anche di alcune critiche che sono state espresse al governo in questi primi 4 mesi.  Si è detto: manca una cornice complessiva, ma la cornice noi l’abbiamo molto chiara. Ora ci prendiamo, dopo i primi 100 giorni più o meno scoppiettanti, un arco di tempo che sia sufficiente, di mille giorni: dal 1° settembre 2014 al 28 maggio 2017“. Il premier ha proseguito: “Sfidiamo il Parlamento, perché la nostra legittimazione deriva dal Parlamento, e se volete potete mandarci a casa domani mattina. Prima di settembre bisogna individuare come noi interveniamo sui singoli settori, come in questi mille giorni siamo nelle condizioni di sfidare il Parlamento a migliorare il Paese“.

Ma l’argomento urgente riguarda il semestre italiano. E qui i contrasti sono forti. In particolare sull’immigrazione. Perfino il Partito democratico si è accorto che l’Italia è sottoposta ad una vera e propria invasione, anche se non lo ammetterà mai esplicitamente. Ma Renzi chiama in causa ancora l’Ue e le intima di smetterla nello scaricare solo sull’Italia il peso di questo grosso problema. E usa parole abbastanza forti: “Quando in mare ci sono i cadaveri e volta le spalle dall’altra parte, l’Europa non è degna di chiamarsi Europa di civiltà. Se di fronte alle tragedie dell’immigrazione dobbiamo sentirci dire questo problema non ci riguarda, allora tenetevi la vostra moneta ma ridateci i nostri valori“.