Dopo il via libera del Consiglio dei ministri al ddl costituzionale che riforma il Senato (foto by InfoPhoto), andiamo a capire con l’aiuto del Corriere della Sera e del sito ufficiale del governo italiano come sarà il nuovo Senato nel progetto costituzionale di Matteo Renzi, Maria Elena Boschi e Graziano Delrio. La camera alta si chiama Senato delle Autonomie (e non Assemblea delle Autonomie), una sorta di organo rappresentativo delle istituzioni territoriali che partecipa alla funzione legislativa. Sarà un ramo minore del Parlamento, marginale rispetto alla Camera dei deputati che invece non viene toccata.

Saranno 148 i nuovi ‘senatori regionali’ che non saranno eletti a suffragio universale e spogliati delle immunità parlamentari. Non saranno retribuiti perché già pagati a livello locale e non riceveranno alcuna indennità. Saranno sindaci, consiglieri regionali, governatori e presidenti delle Province autonome. Ogni regione manderà al Senato sei senatori, una quota fissa nonostante il tentativo di Anci e governatori di far cambiare idea al governo (anche se il ministro Boschi non ha escluso la possibilità di discutere una composizione proporzionale a seconda delle dimensioni delle regioni). Insieme ai 5 senatori a vita (ma in futuro non ne verranno nominati altri), rimangono i 21 senatori speciali, in carica per sette anni su nomina dal presidente della Repubblica per altissimi meriti nel campo sociale, artistico, letterario e scientifico.

Andrà a scomparire la cosiddetta ‘navetta’ delle leggi tra i due rami del Parlamento: la Camera rimane l’unica assemblea legislativa e sarà l’unica a dare la fiducia al Governo ma il Senato delle Autonomie potrà occuparsi ugualmente delle leggi di revisione costituzionale, pronunciarsi su ciascun disegno di legge e proporre delle modifiche solo in alcune materie tra cui le norme generali sul governo del territorio,l’ordinamento di Roma Capitale, le competenze legislative divise tra Stato e Regioni e la ratifica dei trattati relativi all’appartenenza dell’Italia all’Unione europea. Solo con maggioranza assoluta dei suoi componenti, la Camera potrà ignorare le proposte di modifica avanzate dal Senato.

La legislazione esclusiva dello Stato aumenta a scapito delle Regioni, che vedono ridursi i propri margini di manovra. Tra le materie di competenza dello Stato vengono integrate: l coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario; le norme generali sul procedimento amministrativo e sulla disciplina giuridica del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche; la tutela della salute, la sicurezza alimentare, la tutela e la sicurezza del lavoro, l’ambiente, l’ecosistema, i beni culturali e paesaggistici, turismo, protezione civile, sport e infrastrutture strategiche.

Riepilogando, il Senato delle Autonomie sarà composto da:

- i Presidenti delle Giunte regionali e delle Province di Trento e Bolzano
- i Sindaci dei Comuni capoluogo di Regione e di Provincia autonoma
- due membri eletti tra i componenti del Consiglio regionale
- due sindaci eletti dai sindaci della Regione
- 21 senatori speciali nominati dal Presidente della Repubblica

Qui la scheda di sintesi del disegno di legge di revisione costituzionale.

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