Spesso diviso su numerose questioni, il Senato italiano si è ricompattato per votare a favore del ddl Boccadutri. Il disegno di legge prevede lo sblocco del finanziamento dei partiti per quanto riguarda il periodo 2013-2014 e ha incontrato una forte opposizione solo da parte del Movimento 5 Stelle.

Il ddl Boccadutri è stato approvato dal Senato con 148 voti a favore provenienti da Pd, Fi, Cor e Ap, mentre i voti contrari sono stati 44, da parte del M5S, più 17 astenuti di Sel. Questo provvedimento prevede una modifica nell’articolo 9 della legge sulla funzionalità della commissione di garanzia degli statuti e per la trasparenza e il controllo dei rendiconti dei partiti politici.

Miguel Gotor, senatore Pd, ha parlato della sua scelta di far parte dei relatori del ddl Boccadutri che sblocca i finanziamenti pubblici ai partiti: “Sono tra i due o tre senatori del partito democratico che nel 2013 non hanno votato la legge che ha abolito nel corso di questa legislatura, per di più per decreto-legge, il finanziamento pubblico ai partiti. Sono, infatti, radicalmente contrario allo spirito di un simile provvedimento che reputo il più grave e contraddittorio varato nell’attuale legislatura per i costi che comporterà nel medio periodo sul corretto e sano funzionamento della democrazia italiana”.

Secondo Miguel Gotor, il finanziamento pubblico ai partiti: “è un principio di garanzia democratica che, non a caso, vige in tutte le democrazie europee per i suoi caratteri di universalità, neutralità, terzietà e proporzionalità, rispondendo così a un elementare bisogno di giustizia”.

Secca invece la protesta da parte dei rappresentanti del Movimento 5 Stelle in Senato, che in aula hanno presentato un cartello con l’immagine di una carta di credito con la scritta “Boccadutri card”. Una protesta a cui Matteo Renzi ha risposto dichiarando: “Parleremo di cose che non si prestano a pagliacciate di ogni genere”.

Parole a cui Gianluca Castaldi, rappresentante in Senato del M5S, ha replicato a sua volta dicendo: “L’unica pagliacciata che vediamo è quella di un Presidente del Consiglio che mentre parla di immigrazione in Senato, atteggiandosi a grande statista, fa finta di nulla sulla porcata che il suo Pd si appresta a votare tra poco in questa stessa Aula. È chiaro che Renzi non vuole che gli italiani sappiano che lui e tutti gli altri partiti, grazie alla legge Boccadutri, stanno mettendo le mani illegittimamente su un’altra grossa fetta di soldi pubblici. Per questo evita di raccontare a favore di telecamere che anche il suo partito si sta approvando in fretta e furia una legge per intascare milioni di rimborsi elettorali senza uno straccio di controllo sui propri bilanci, e se la prende con il M5s, l’unica forza che può permettersi di denunciare questa ruberia collettiva visto che questi soldi non li ha mai voluti prendere. Chi è il vero pagliaccio?”.