Si fanno chiamare “Sentinelle in piedi“. Sono apparsi nelle cronache recenti, soprattutto in seguito ad una manifestazione da loro organizzata il 5 ottobre in 100 piazze d’Italia e agli scontri che in alcuni casi ne sono derivati. Chi sono? Cosa fanno? Cosa vogliono esprimere? Non è precisamente un’associazione; è un gruppo che si prefigge lo scopo di protestare contro il disegno di legge Scalfarotto che vuole introdurre il reato di omofobia, approvato un anno fa alla Camera e attualmente all’esame del Senato, nella commissione Giustizia. Il loro modo di protestare prende spunto da un analogo gruppo francese. Si dispongono in linea e leggono pubblicamente brani di vari libri.

Dal loro sito web definiscono così se stessi: “Sentinelle in Piedi è una resistenza di cittadini che vigila su quanto accade nella società e sulle azioni di chi legifera denunciando ogni occasione in cui si cerca di distruggere l’uomo e la civiltà. Ritti, silenti e fermi vegliamo per la libertà d’espressione e per la tutela della famiglia naturale fondata sull’unione tra uomo e donna. La nostra è una rete apartitica e aconfessionale” – prosegue la descrizione – “Con noi vegliano donne, uomini, bambini, anziani, operai, avvocati, insegnanti, impiegati, cattolici, musulmani, ortodossi, persone di qualunque orientamento sessuale, perché la libertà d’espressione non ha religione o appartenenza politica, ci riguarda tutti e ci interessa tutti“.

Durante l’ultima manifestazione le polemiche sono diventate più accese, chiaramente nella misura maggiore dalle associazioni dedicate ai diritti degli omosessuali. In alcuni casi si è arrivati alle violenze, quando le manifestazioni sono state interrotte da gruppi di antagonisti, come è accaduto a Bologna il 5 ottobre, dove un membro delle “sentinelle” è stato ferito. Anche a Torino, Aosta e Napoli le forze dell’ordine hanno avuto il loro daffare per impedire che la situazione degenerasse in fatti di violenza grave. Ulteriori polemiche sono arrivate da Bergamo, dove uno degli appartenenti alle “sentinelle” si è presentato indossando una divisa che ricordava quella dei movimenti neonazisti americani, con una fascia al braccio che, invece della croce uncinata, mostrava il simbolo scelto da Charlie Chaplin nel film “Il grande dittatore”; e leggeva brani dal “Mein Kampf” di Adolf Hitler. Gli agenti della Digos lo hanno fermato.

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