E’ per noi giunto il tempo di applicare la stessa equazione di Einstein per far sgorgare l’infinito potenziale che esiste nel profondo del cuore di ogni persona e liberare il coraggio e l’azione delle persone comuni per creare un’indomabile forza di pace. In ultima analisi, questo è l’unico modo di porre fine agli incubi nucleari della nostra epoca. In questa operazione, nessuno ha un ruolo più essenziale da ricoprire dei giovani.

Questa la premessa alla mostra itinerante “Senzatomica. Trasformare lo spirito umano per un mondo libero da armi nucleari” ospitata fino al 29 marzo nella suggestiva struttura della Rotonda della Besana. Ancora pochi giorni quindi per vivere un momento unico di educazione/riflessione su temi di ampio respiro quali la responsabilità sociale dello scienziato, la responsabilità nei confronti delle generazioni future, l’impatto ambientale dei test nucleari, il costo (esorbitante) degli armamenti e del loro mantenimento. La mostra Senzatomica è infatti promossa dall’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai nell’ambito della campagna per l’abolizione degli ordigni nucleari: informare, far riflettere e dare potere alla gente sono i suoi obiettivi principali. Per questo l’ingresso è gratuito per tutte le fasce d’età, e un’attenzione speciale è riservata ai giovani studenti, per i quali sono previste di visite guidate e materiale didattico scaricabile. Senzatomica, insignita di una medaglia quale speciale premio di rappresentanza dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, si impegna ad informare i cittadini sugli inganni e i paradossi della sicurezza fondata sulle armi nucleari, sviluppare un movimento di diplomazia parallela promossa da comuni cittadini che rivendichi pacificamente il diritto a un mondo libero da questi strumenti di distruzione totale e promuovere una Convenzione Internazionale sulle Armi Nucleari entro il 2015, per la quale all’ONU è già stato presentato un testo di riferimento dal 1997.

In mostra 42 pannelli nel percorso principale e 11 pannelli in quello dedicato a i bambini (bisogna aver compiuto gli 8 anni per accedervi): quattro, invece, le sezioni tematiche, con filmati inediti sulla storia delle armi nucleari e testimonianze dei sopravvissuti dei bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki. Si può anche udire il terribile boato dell’esplosione atomica: pochi minuti di rumore sordo che a tratti, ripetutamente, irrompe nel grande spazio della Rotonda della Besana invaso da grandi fotografie, documenti storici, postazioni multimediali per ascoltare filmati, video e interviste. “Ci fu un bagliore fortissimo seguito da un boato. Poi tutto divenne buio». «L’onda d’urto mi fece fare un balzo di una quindicina di metri. E subito dopo un incredibile bagliore bianco accecante», seguito da una pioggia nera radioattiva.” Nei loro racconti, i pochi superstiti (chiamati in giapponese “hibakushi”) ricordano l’inferno, un inferno che continua a minacciare l’umanità. Secondo i dati della Federation of American Scientists e Sipri Yearbook le armi nucleari nel 2010 ammontavano a un totale di 23.300 ordigni. In tutto il mondo, ogni anno vengono investiti circa 1.460 miliardi di dollari. Con solo il 4% di questo denaro si potrebbero risolvere molti problemi del pianeta, ad esempio ne basterebbero 19 miliardi per eliminare la fame e la malnutrizione nel mondo; 12 miliardi di dollari sarebbero sufficienti per garantire la scolarizzazione a ogni bambino del mondo; 23 miliardi all’anno potrebbero fermare la diffusione di Aids e malaria.

Una mostra da visitare, sostenere e condividere, perché un mondo senza armi atomiche è possibile e battersi per non ripetere gli errori del passato è un dovere di ognuno.