Sono 800 gli studenti che frequentavano le due scuole abusive di Locri sequestrate dai carabinieri perché abusive, prive di documentazione che ne attestassero la congruità all’uso.

Si tratta dell’Istituto Statale d’Arte Panetta e dell’istituto Professionale Statale per l’Industria e l’Agricoltura. Nel contesto dell’operazione sono finite agli arresti 15 persone tra Roma e Locri.

Ancora impossibile determinare fino a quando resteranno chiuse le due scuole, ai cancelli delle quali sono stati apposti i sigilli. Nel frattempo la Provincia dovrà coordinare i controlli di sicurezza, come ordinato dalla Procura.

Tra coloro che hanno ricevuto i provvedimenti di misura cautelare vi sono progettisti, imprenditori, funzionari pubblici e soci delle ditte che si sono occupate dei lavori: i 15 sono accusati a vario titolo di truffa aggravata, abuso d’ufficio e frode in pubbliche forniture.

Reati aggravati dalle modalità mafiose, in quanto si sospetta che a ottenere un guadagno dalla operazione sia stato il clan Cordì, ovvero una cosca della ‘ndrangheta di Locri, rivali dei Cataldo. Il gruppo è molto attivo anche a Portigliola, Gerace e Antonimina, con presenze importanti anche nelle Marche e a Modena, dove controlla la piazza di spaccio di droga.

I sospettati sarebbero coinvolti in una truffa che avrebbe avuto come obiettivo la vendita o l’affitto alla Provincia di Reggio Calabria dei due edifici risalenti al 2004 e 2005 che sono stati adibiti a strutture scolastiche, in realtà privi da sempre di certificati di agibilità e collaudo.

Le indagini hanno fatto emergere collusioni e incontri fra soggetti dell’amministrazione pubblica locale e della Provincia e gli uomini del clan Cordì, o a loro vicini. Contestualmente all’operazione sono stati eseguiti dai carabinieri sequestri per 12 milioni di euro.