La Cassazione ha annullato senza rinvio il maxi sequestro preventivo per 8,1 miliardi di euro nei confronti della Riva Fire, la Holding che controlla l’Ilva spa. La sesta sezione penale ha accolto il ricorso presentato di legali dei Riva, Franco Coppi e Carlo Enrico Paliero, e ha disposto la restituzione alla famiglia di tutti i beni sequestrati.

Il provvedimento era stato disposto dal gip Patrizia Todisco, su richiesta della procura di Taranto, il 24 maggio, e confermato dal Riesame il 15 giugno, la suprema corte ha annullato tutto. La decisione presa a maggio riguardava i beni e le disponibilità finanziarie di Riva Fire (Finanziaria industriale Riva Emilio), che controlla l’Ilva di Taranto, sulla base della quantificazione elaborata dai custodi giudiziari degli impianti dell’area a caldo del siderurgico tarantino, per una cifra equivalente alle somme che nel corso degli anni l’Ilva avrebbe risparmiato non adeguando gli impianti.

“I nostri motivi di impugnazione erano molto articolati e aggredivano in modo complessivo la ricostruzione che era stata fatta dal gip prima e dal tribunale del riesame di Taranto poi. La risposta data è stata netta. Annullamento senza rinvio. Alla base delle contestazioni c’era il fatto di accomunare la normativa sulla responsabilità delle società e quella delle persone fisiche, con il ruolo di una holding che non era direttamente interessata rispetto a quello che sarebbe stato compiuto da una società controllata”, ha dichiarato l’avvocato dell’azienda, Franco Coppi,  molto soddisfatto, che ha aggiunto: “Abbiamo contestato la mancanza di presupposti, di causalità rispetto al profitto e ribadito che società in questione non era direttamente interessata nella gestione. Ora attendiamo le motivazioni per comprendere meglio”. (foto by InfoPhoto)

Di tono diverso la dichiarazione del portavoce nazionale dei Verdi e consigliere comunale Angelo Bonelli: “Un pessima notizia per il presente e il futuro di Taranto. Chi pagherà le bonifiche e i danni fatti alla città dall’inquinamento? Noi non ci diamo per vinti e continueremo la battaglia, ma penso che sia necessaria un’urgente mobilitazione dei tarantini per respingere questo disegno e affermare il diritto alla vita e ad un’economia della vita”. Antonio Gozzi, presidente di Federacciai: “Accogliamo con grande soddisfazione la sentenza della Corte di Cassazione che, dopo lunghi mesi di unilateralità e accanimento giudiziario nei confronti della famiglia Riva, ha finalmente giudicato con pieno spirito di terzietà l’intera vicenda”.