Sarebbe stato un sequestro lampo quello ai danni di Giuseppe Spinelli, tesoriere e persona di fiducia di Silvio Berlusconi, e della sua consorte, accaduto un mese fa, nella notte tra il 15 e il 16 ottobre, nella loro casa a Bresso.  L’uomo intorno alle 22.00, a ritorno da lavoro, sarebbe stato sorpreso, mentre entrava nella sua abitazione, da un gruppo di malviventi che lo attendevano armati sulla rampa delle scale. Dopo essere entrati nella casa e aver fermato i coniugi per tutta la notte, sono andati via alle 09:00 del mattino seguente, dopo aver ottenuto che il contabile chiamasse l’ex premier per richiedere un bonifico della cifra di 35 milioni di euro in cambio di un dossier informatico utile a capovolgere la sentenza del Lodo Mondadori.

La notizia sarebbe trapelata soltanto oggi per non intralciare un’attività di indagine complessa e ramificata su più città, e che in queste ore potrebbe avere una svolta grazie all’arresto di sei persone appartenenti forse ad un unico gruppo. Si tratterebbe  di tre cittadini italiani e tre albanesi. Il regista e l’organizzatore dell’attività criminosa, Leone Francesco 51 anni, nato a Bari e residente a Frosinone,  specializzato in sequestri lampo (il più clamoroso negli anni ‘90, quando sequestrò un militare dell’aeronautica); Pierluigi Tranquilli nato a Palestrina (Roma) residente a Olevano Romano, sino a quel momento incensurato, è risultato essere strettamente legato a Leone sia per motivi personali, ma anche in relazione al sequestro, soprattutto perché in possesso di una scheda appartenente ad uno dei cittadini stranieri interessati; Alessio Mayer, 46 anni, nato a Como e residente a Malnate (RE), precedentemente arrestato per associazione a delinquere per il furto di autovetture.

A questi 3 si aggiungono gli albanesi  Ilirjan e Laurenc Tanko, residenti ad Asolo (TV), rintracciati nella provincia di Brescia presso l’abitazione della sorella, sempre nel bresciano si trovava anche Marjus Anuta . Tutti con precedenti che vanno dal furto all’immigrazione clandestina.

Tante però sono ancora le incongruenze da chiarire: per quale motivo fosse indispensabile un sequestro, nel momento in cui c’era già un dossier con il quale ricattare l’ex Premier, come mai la denuncia da parte dei coniugi Spinelli e dello stesso onorevole Berlusconi sia avvenuta soltanto nel pomeriggio del 17 ottobre, a più di 24 ore dal sequestro, e come mai la banda non ha più provato a rimettersi in contatto con il ragionier Spinelli dopo aver lasciato la sua abitazione.