Proseguono le indagini per far chiarezza sulla vicenda del sequestro di Andrea Calevo, rapito lo scorso 16 dicembre e liberato dalle forze del’ordine dopo due settimane di prigionia. Spuntano nuovi indagati: in tre giovani sarebbero stati a portare via l’imprenditore dalla sua casa per nasconderlo nel villino di Pier Luigi Destri (foto by InfoPhoto), ritenuto la mente dell’operazione. Per ora solo uno dei tre è stato fermato, insieme a Destri, suo nipote Davide Bandoni e altri due ragazzi albanesi, ma la cattura dei complici sembrerebbe essere imminente. Il gruppo dovrebbe essere quindi di sette persone.

In quella villa, in un ripostiglio accanto alla prigione di Calevo, le forze dell’ordine hanno trovato una pistola Glock giocattolo modificata per sparare proiettili ed un fucile a canne mozze. Calevo, però, non ha mai subito violenza, solo minacce nei momenti di forte tensione, quando il panico assaliva i suoi sequestratori:  «mo’ gli stacco un dito» o anche ora gli sciolgo il metadone nell’acqua «che così lo fa dormire» sono le frasi che gli investigatori hanno sentito grazie alla cimice piazzata nel furgone dei rapitori.

Proprio grazie gli spostamenti di questo furgone bianco, un Peugeot Ranch, è partita la pista degli inquirenti: il veicolo la notte del rapimento era stato ripreso da una telecamera di sorveglianza di un magazzino distributore di abbigliamento mentre procedeva dietro l’Audi A4 con la quale i sequestratori avevano portato via Calevo per poi farla affondare nel fiume Magra. Pochi minuti alle ore 21.30 è stato visto ripassare in senso orario soltanto il furgone. Ergo: il furgone seguiva qualcuno che era andato a far sparire nel fiume l’auto del rapito. Poche ore dopo i tecnici piazzavano le cimici sul Peugeot.