Il terremoto giudiziario che ha coinvolto Seregno, come prevedibile, ha avuto ripercussioni importanti sulla giunta del Comune. Sono infatti di queste ore le dimissioni dei gruppi consiliari di Lega Nord e Forza Italia.

Ieri sera è stato il turno del vicesindaco Giacinto Mariani, della Lega, al termine di un comizio insieme a Matteo Salvini: a richiedere il passo indietro sarebbe stato lo stesso leader del partito. Insieme a lui anche il gruppo di otto consiglieri. Stessa decisione anche per lo schieramento di Forza Italia.

Per la giornata di oggi sono attese anche le dimissioni di Edoardo Mazza, ex sindaco accusato di corruzione e legami con la ndrangheta, che venerdì verrà interrogato presso il Tribunale di Monza.

Il centrodestra è dunque completamente azzerato a Seregno, cosa che darà luogo alla nomina di un commissario prefettizio, in vista di possibili nuove elezioni tra alcuni mesi.

Mariani ha annunciato la sua decisione come un segno a favore della legalità: “La Lega è senza se e senza ma contro la mafia. Abbiamo deciso di dare le dimissioni per prendere le distanze dall’illegalità. Tutti conoscono la mia storia: 24 anni nella Lega Nord, 10 anni da sindaco, due da vice. Sono stato il primo a denunciare l’illegalità. Chiariremo tutto e ne usciremo a testa alta”.

Le stesse idee sono state comunicate anche da Mazza, il quale assicura di avere “assoluta fiducia nelle forze dell’ordine”. Il primo cittadino è stato arrestato insieme all’imprenditore edile Antonino Lugarà.

Già martedì sera Mariani era stato contestato da un gruppo di manifestanti scesi in piazza, ma anche da un presidio nato davanti alla Basilica di San Giuseppe, che ha sfilato per le vie del centro storico.