Niente cumulo delle pensioni per Sergio Mattarella. Il presidente della Repubblica ha deciso di ridurre il suo trattamento pensionistico. Una mossa che si spera possa essere vista di buon esempio anche dagli altri rappresentanti della politica italiana.

A lanciare la notizia è il Quirinale, che in una nota in risposta ad alcune notizie che circolavano sugli stipendi del Colle ha specificato che: “Il presidente della Repubblica, il 27 febbraio, ha disposto la riduzione dell’assegno a lui spettante per legge, in corrispondenza dell’ammontare del suo trattamento pensionistico”.

Eletto presidente della Repubblica lo scorso 3 febbraio, a poche settimane di distanza Sergio Mattarella ha così scelto, tra le prime decisioni del suo mandato, di ridurre la sua pensione. Una decisione che non riguarda solamente il suo contributo pensionistico, ma che rientra in un piano per la riduzione della spesa nella pubblica amministrazione.

Mattarella ha infatti applicato: “l’introduzione del divieto di cumulo delle retribuzioni con trattamenti pensionistici erogati da pubbliche amministrazioni”. Cosa che implica che dalla pensione del presidente della Repubblica venga detratta la somma che in precedenza percepiva come professore universitario.

Una disposizione che comprende anche gli altri dipendenti del Quirinale. Mattarella ha infatti: “disposto l’applicazione, all’interno della Presidenza della Repubblica del tetto alle retribuzioni previsto dalla legge per i pubblici dipendenti, anch’esso non direttamente vincolante per gli organi costituzionali”.

Nel comunicato del Quirinale si specifica poi che: “con l’introduzione del divieto di cumulo nell’ambito della presidenza della Repubblica, diversi consiglieri del capo dello Stato svolgono le loro funzioni senza alcun compenso, mentre per altri il compenso risulta fortemente ridotto”.

La nota del Quirinale informa inoltre che: “Il segretario generale Ugo Zampetti aveva già rinunciato autonomamente a ogni compenso al momento dell’assunzione dell’incarico. Con lo stesso decreto il Presidente della Repubblica ha disposto l’applicazione, all’interno della Presidenza della Repubblica, del tetto alle retribuzioni previsto dalla legge per i pubblici dipendenti, anch’esso non direttamente vincolante per gli organi costituzionali. Dai due provvedimenti deriva un consistente risparmio di risorse pubbliche”.