Sono parole dure quelle pronunciate da Sergio Mattarella durante la riunione al completo delle alte cariche dello stato per un saluto di fine al Quirinale.

Il Presidente della Repubblica, in un discorso in cui ha esortato alla collaborazione per il bene comune evitando conflitti e competizioni, ha infatti voluto ricordare la spinosa e dolorosa vicenda delle banche locali assistite di cui si è molto discusso nelle ultime settimane.

Mattarella ha chiesto a Renzi, Visco e tutti i ministri e politici presenti che venga fatta luce sulle responsabilità di chi ha provocato la perdita dei risparmi di tanti cittadini: “Di fronte a gravi e recenti episodi relativi ad alcune banche locali che hanno suscitato comprensibile preoccupazione occorre un accertamento rigoroso e attento delle responsabilità. Sono di importanza primaria la trasparenza, la correttezza e l’etica“.

E proprio sulla salvaguardia dei risparmiatori il Presidente si è speso con un appello accorato: “I risparmiatori sono la nervatura della società italiana e leva fondamentale per il finanziamento dell’economia reale. Avere cura della Repubblica vuol dire anche tutelare e valorizzare il risparmio, elemento di forza caratteristico della nostra economia “.

È infatti il ritorno a una politica delle necessità più pressanti della Repubblica il centro del lungo messaggio lanciato nell’affollato salone dei Corazzieri. Tra le maggiori preoccupazioni del Presidente ci sono anche i tanti ritardi di ordine legislativo che gravano sulla ripresa del Paese, anche a livello economico: “Si avverte fortemente l’esigenza di un riordino e di un recupero di razionalità nel processo legislativo. Le riforme non riguardano solo l’organizzazione costituzionale, ma dovranno anche imprimere una svolta rispetto all’uso improprio di strumenti e procedure“.

Il pensiero di Sergio Mattarella si allarga poi ad abbracciare l’Europa, designata come l’unica soluzione possibile per risolvere i molteplici problemi internazionali che si sono profilati all’orizzonte durante il 2015, in particolar modo la crisi migratoria: “L’Europa è la dimensione minima attraverso la quale gli Stati membri dell’Unione possono attuare una politica efficace. È un’illusione pensare di proteggersi con muri e fili spinati. È un errore storico ritardare la necessaria azione comunitaria in tema di accoglienza, di riconoscimento e ricollocazione dei rifugiati, di contrasto ai trafficanti di esseri umani, di rimpatri, più in generale di politiche dell’immigrazione“.