È per fortuna ancora vivo Sergio Zanotti, l’imprenditore che venne rapito in Siria circa 13 mesi fa.

È infatti emerso su YouTube un nuovo video di pochi secondi, caricato da un utente che si fa chiamare Abu Jihad, in cui si vede che l’uomo non ha subito violenze rilevanti.

Le immagini mostrano Zanotti in ginocchio, con la barba e i capelli lunghi. Alle sue spalle due figure a volto coperto, vestiti di nero e imbraccianti dei fucili. Il manager pronuncia poche parole, probabilmente un testo concordato con i suoi rapitori: “Oggi è il primo maggio. Mi chiamo Zanotti Sergio. Questo è il mio secondo richiamo che mi lasciano fare”.

Quindi uno stop netto, per l’angoscia della famiglia. La quale aveva avuto notizie del proprio congiunto solo lo scorso novembre, quando dal sito russo News Front erano arrivate le immagini di un video in cui Zanotti si identificava e affermava di esser stato preso prigioniero in Siria da una milizia di jihadisti, chiedendo l’intervento del governo per scongiurare la propria esecuzione.

In questo contesto si ritrova il nome fittizio di Abu Jihad, ovvero l’utente che a marzo 2017 aveva firmato su Messenger un messaggio che conteneva la foto di Zanotti, del suo passaporto e la minaccia di uccidere l’uomo entro tre giorni se il Governo italiano non avesse esaudito le richieste del gruppo.

L’ex moglie di Zanotti racconta che questi era partito ad aprile 2016 per dirigersi in Turchia, in una zona non lontana dal confine con la Siria. È qui che si sarebbero perse le tracce dell’imprenditore, costringendo i familiari a rivolgersi alla Farnesina.