Gli Alpini propongono il servizio di leva a nove anni di distanza dall’abrogazione del servizio militare in Italia. E, secondo il presidente dell’Ana (Associazione nazionale alpini), Sebastiano Favero, il premier Matteo Renzi sarebbe entusiasta della proposta. Naturalmente, non sarebbe la classica naja che i meno giovani ricordano. Alcuni con piacere, altri con terrore. Entriamo nel merito dell’idea, proprio grazie alle parole di Favero.

“Durante l’ultimo raduno delle penne nere a Pordenone, ne ho parlato a Renzi e al ministro Pinotti. Mi hanno esortato a presentare delle proposte, che io ho fatto. Renzi mi ha risposto con una lettera dicendosi entusiasta e spiegando che condivideva il nostro programma”. Cosa prevederebbe questo addestramento? “Un minimo di addestramento, poca roba: nel nostro caso non dobbiamo formare combattenti. Giusto per inculcare il senso della disciplina”.

Addestramento di cultura alpina da un mese e mezzo circa. E poi? “Passeremmo alla formazione vera e propria, con corsi antincendio boschivo e conoscenza della montagna, sia d’inverno sia d’estate. Il tutto potrebbe durare 6 – 8 mesi complessivamente e riguardare 5 mila giovani all’anno. Ci sono tante caserme dismesse che potrebbero essere utilizzate come punti-base”.

La proposta di Favero potrebbe inserirsi nella prossima legge di riforma del Terzo Settore e ottenere anche dei finanziamenti: “Nel dna degli alpini non c’è il volontariato a pagamento. Il servizio che i nostri ragazzi offrirebbero sarebbe un servizio reso a tutto il Paese. Ci sarebbe solo bisogno di un rimborso spese e del vitto e dell’alloggio. Oltre a vedere riconosciuti i giusti crediti sul mercato del lavoro a questi ragazzi”.

L’Italia avrebbe così, ogni anno, 5 mila militari addestrati in caso di bisogno. “Abbiamo mobilitato 8 mila uomini per il terremoto in Abruzzo. A Fossa abbiamo ricostruito 33 case e rifatto la chiesa. Nel 2013, i gruppi alpini dell’Ana hanno fatto interventi a seguito di calamità stimabili in 70 milioni di euro. Il primo ospedale da campo è nato 25 anni con l’Ana. Ora si trova a Bergamo. L’ultimo intervento è stato in Giordania, per supporto ai rifugiati che venivano dalla Siria”.