Nella giornata di oggi la polizia di Roma ha posto in stato di arresto Claudio Nucci, noto pr della capitale invischiato in un caso di sesso con minori.

Il 55enne, organizzatore di molti eventi cui partecipavano una serie di vip, sono contestate le accuse induzione alle prostituzione minorile e detenzione di materiale pornografico.

A incastrare Nucci sarebbero le intercettazioni telefoniche nelle quali confessava a un amico di aver avuto rapporti sessuali con minorenni – tra il 14 e i 16 anni – tutti concentrati nella zona di Roma Nord. Un comportamento, secondo la gip Cinzia Parasporo che ha ordinato l’arresto, ben lontano dalla compulsione patologica, dato che il pr viene descritto come “ben consapevole dell’illiceità delle sue condotte e dei conseguenti rischi”.

Lo stato di arresto disposto dal giudice sarebbe poi l’unica misura cautelare disponibile per evitare la possibilità di fuga e la reiterazione dei reati di cui è accusato, in quanto a preoccupare gli investigatori ci sarebbero le innumerevoli conoscenze anche tra cittadini piuttosto facoltosi e la disponibilità di molteplici immobili in cui nascondersi.

Le indagini condotte dal pm Eugenio Albamento e dal procuratore aggiunto Maria Monteleone hanno finora rintracciato circa una trentina di ragazzi che sarebbero finiti nel giro di prostituzione minorile. L’operazione della polizia ha preso il via dopo che uno zio di un ragazzo si era accorto della situazione leggendo i messaggi che il nipote si scambiava con Nucci per organizzare un appuntamento.

A essere ascoltati direttamente sono stati in tutto cinque testimoni, i quali hanno raccontato agli inquirenti dei regali ricevuti, dei ricatti subiti e delle richieste non solo di prestazioni sessuali ma anche di materiale videofotografico a carattere pedopornografico e dunque compromettente: una volta acquisiti foto e video Nucci passava alla minaccia vera e proprio, legando così a sé la sua vittima.

Tra i ricatti preferiti dall’indagato c’era la prospettiva di un colloquio con i genitori dei ragazzi, ai quali avrebbe confidato la natura degli incontri. Il pr romano arrivava a pagare i minorenni anche 200 euro a prestazione.