Non è la solita bufala dell’estate o la notizia estiva “del pene” di turno, poiché quanto accaduto a un ragazzo di 23 anni di Solfora in provincia di Avellino è quanto meno anomalo ma, purtroppo, vero. Il giovane infatti pare che si sia “fratturato” il pene dopo una notte di sesso sfrenato sulla litoranea di Salerno, rischiando ora l’amputazione dell’organo sessuale. 

Il ragazzo, come riportato dalla testata locale AvellinoToday, nella mattina del 4 agosto è stato ricoverato d’urgenza alla clinica Malzoni di Avellino per essere sottoposto a un intervento di disostruzione delle vene del pene. Il giovane era rimasto con l’organo sessuale in erezione per quasi 48 ore e, in extremis, quando l’organo rischiava di andare in cancrena, è stato operato dall’equipe dell’androurologo Stefano Pecoraro.

Domenica sera 2 agosto il 23enne, su una spiaggia del litorale salernitano, aveva avuto un prolungato rapporto sessuale con la sua fidanzata, durante il quale si era procurato quella che in gergo medico è definita “sidrome del chiodo rotto”. Si tratta di una situazione di erezione prolungata (priapismo) che nel ragazzo aveva causato danni alle fasce diastoiche laceratesi in profondità riportando danni anche all’uretra, ritenuti gravi dall’equipe medica del dottor Pecoraro.

Il giovane, rientrato a casa dopo alcune ore, vedendo l’aggravarsi delle condizioni dei genitali, con il conseguente aumentare del dolore si è confidato con la madre che si è immediatamente attivata per cercare una soluzione. Trasportato d’urgenza alla clinica Malzoni è stata allestita nella mattina del 4 agosto una camera operatoria che ha consentito di intervenire chirurgicamente sul ragazzo.