Il sindaco di Sesto San Giovanni, Roberto Di Stefano, avrebbe fatto sapere di non essere assolutamente disposto a saldare la fattura inviata dal Comune di Milano e relativa alle spese del deposito salma di Anis Amri. Ricordiamo che Amri è l’autore della strage di Berlino compiuta il 19 dicembre 2016 al mercatino di Natale della città tedesca (in cui morì, tra gli altri, anche una ragazza italiana) e che lo stesso vene casualmente fermato, qualche giorno dopo, e in seguito ucciso da due poliziotti proprio alla stazione ferroviaria di Sesto San Giovanni. In quell’occasione Amri rifiutò di mostrare i propri documenti agli agenti e in seguito ad un conflitto a fuoco perse la vita.

La somma che il Comune di Milano ha richiesto a quello di Sesto San Giovanni, come avrebbe reso noto il sindaco di quest’ultimo, si aggirerebbe attorno ai duemila euro (2.160,18 come avrebbe specificato il primo cittadino). Una richiesta folle, così avrebbe commentato Di Stefano, che infatti ha reso noto di volersi opporre con tutti i mezzi a sua disposizione. La cifra riguarda il deposito di sei mesi, durante i quali la salma del terrorista Amri, ucciso materialmente a Sesto San Giovanni, è stata conservata all’obitorio comunale di Milano, prima di essere trasportata in Tunisia.

Il sindaco di Sesto ha fatto sapere di aver scritto anche al Premier Paolo Gentiloni e ha aggiunto: “Non mi interessa assolutamente nulla se la legge nazionale prevede che le spese post-mortem di una persona non reclamata siano a carico del Comune in cui la stessa è morta. Qui stiamo parlando di un mostro che non merita alcuna pietà. Noi anche nel rispetto di Fabrizia Di Lorenzo, vittima italiana di quella strage, e di tutte le altre persone morte in attentati terroristici di matrice islamista, oltre che in segno di attenzione delle forze dell’ordine, non destineremo mai un euro per saldare questa fattura“.