Organizzata ogni anno nel mese di ottobre, la Settimana europea per la sicurezza e la salute sul lavoro costituisce un fondamentale approfondimento di ogni campagna “Ambienti di lavoro sani e sicuri”. Organizzate dall’EU-OSHA e dai suoi partner, la Settimana europea 2014 (20–24 ottobre) – e le attività condotte prima, durante e dopo la stessa – sono incentrate sulla sensibilizzazione al tema della gestione dello stress e dei rischi psicosociali nel luogo di lavoro, coerentemente alla campagna lanciata per il biennio 2014-2015 “Insieme per la prevenzione e la gestione dello stress lavoro correlato“.

La diffusione dello stress lavoro-correlato in Europa è allarmante: un quarto dei lavoratori riferisce di sentirsi stressato sul luogo di lavoro, continuamente o per la maggior parte del tempo, e una quota analoga afferma che il lavoro influisce negativamente sulla loro salute. L’ultimo sondaggio d’opinione paneuropeo dell’EU-OSHA ha rivelato inoltre che il 51% dei lavoratori riferisce che lo stress lavoro-correlato è comune nel proprio luogo di lavoro e quattro lavoratori su dieci pensano che lo stress non venga gestito adeguatamente all’interno della loro organizzazione. Tuttavia, insieme i datori di lavoro e i lavoratori possono gestire e prevenire con successo lo stress e i rischi psicosociali correlati. La campagna Ambienti di lavoro sani e sicuri 2014-2015 mira proprio ad aiutare le aziende in questo senso.

Che cosa s’intende per stress e rischi psicosociali

I lavoratori avvertono stress quando le esigenze lavorative sono superiori alla loro capacità di farvi fronte. Lo stress lavoro-correlato è dunque un problema organizzativo, non una colpa individuale, e si configura come una delle principali conseguenze derivanti da un ambiente di lavoro carente dal punto di vista psicosociale.

Per rischi psicosociali si intendono gli effetti negativi in termini psicologici, fisici e sociali derivanti da una progettazione, organizzazione e gestione non adeguate sul lavoro.

Di seguito le più comuni condizioni lavorative che possono causare rischi psicosociali:

  • lavoro eccessivamente impegnativo e/o tempo a disposizione non sufficiente per portare a termine le mansioni;
  • richieste contrastanti;
  • ruolo del lavoratore non definito con chiarezza;
  • comunicazione inefficace;
  • cambiamento mal gestito a livello di organizzazione.

I rischi psicosociali si originano altresì da un contesto sociale inadeguato, come per esempio:

  • mancanza di supporto da parte della dirigenza e dei colleghi;
  • scarse relazioni interpersonali;
  • molestie, aggressioni e violenza;
  • difficoltà a conciliare impegni lavorativi e impegni privati.

Perché lo stress e i rischi psicosociali sono importanti

Un ambiente di lavoro psicosociale inadeguato ha un effetto significativo sulla salute e sul benessere dei lavoratori: coloro che soffrono di stress lavoro-correlato possono arrivare a soffrire di gravi problemi di salute mentale e fisica, condizione che, a sua volta, produce effetti sull’organizzazione e sulla società nel suo complesso.

Gli effetti negativi possono comprendere: sovraffaticamento e depressione; difficoltà di concentrazione; problemi familiari; abuso di droga e alcol e problemi di salute fisica, in particolare malattie cardiovascolari e disturbi muscolo-scheletrici. Tali condizioni possono generare uno scarso rendimento aziendale; un maggiore assenteismo; presenzialismo (lavoratori che, in caso di malattia, si presentano al lavoro pur non essendo in grado di svolgere le mansioni in modo efficace); tassi più elevati di incidenti e infortuni.

Per quanto riguarda gli aspetti positivi, la creazione di un buon ambiente di lavoro dal punto di vista psicosociale assicura invece che i lavoratori siano più sani e produttivi sul lavoro; una diminuzione, o addirittura l’azzeramento delle assenze dovute a stress lavoro-correlato e l’abbassamento dei costi a carico delle aziende generati dalla perdita di produttività.

Gestire lo stress lavoro-correlato e i rischi psicosociali

La campagna sottolinea che i rischi psicosociali possono essere valutati e gestiti con le stesse modalità sistematiche di altri rischi per la sicurezza e la salute sul lavoro: il modello standard di valutazione del rischio e l’adozione di un approccio partecipativo sono il modo ottimale per individuare e affrontare i rischi.

Anzitutto, occorre individuare i pericoli e i soggetti potenzialmente a rischio: dirigenti e lavoratori devono essere consci dei rischi psicosociali e dei segnali precoci di allerta dello stress lavoro-correlato. In secondo luogo, occorre valutare i rischi e individuare quelli prioritari: è necessario decidere quali rischi destano le maggiori preoccupazioni e concentrarsi anzitutto su di loro. Occorre quindi pianificare un’azione preventiva: è necessario predisporre un piano per prevenire il verificarsi ti tali rischi e, nel caso in cui questi nono possano essere evitati, è necessario pianificare la loro riduzione. Si procede quindi con l’attuazione del piano: è opportuno specificare le misure da adottare, le risorse necessarie, le persone coinvolte e la tempistica. Infine, occorre monitorare e rivedere su base continuativa il piano: è importante infatti tenere a mente che gli individui possono reagire in modo diverso alle stesse circostanze.

Vantaggi economici della gestione dello stress e dei rischi psicosociali

Quando soffrono di stress lavoro-correlato e di altri problemi di natura psicologica, in generale i lavoratori tendono ad assentarsi dal lavoro per periodi consistenti, o a presentarsi al lavoro pur non essendo in grado di svolgere le mansioni in modo efficace (fenomeno noto come “presenzialismo”). Ciò naturalemnte porta a una riduzione della produttività, con conseguente diminuzione della redditività dell’impresa.

I costi complessivi dovuti ai disturbi di salute mentale in Europa (legati al lavoro o meno) sono stimati a 240 miliardi di euro l’anno, di cui 136 miliardi costituiscono la perdita di produttività delle aziende. La prevenzione e la gestione dei rischi psicosociali sono quindi attività importanti, che favoriscono la presenza di una forza lavoro sana e produttiva, la riduzione dei tassi di assenteismo, incidenti e infortuni, ed una migliore fidelizzazione dei lavoratori. Ne consegue il miglioramento complessivo delle prestazioni dell’azienda.