Continua la “battaglia” di Lucia Annibali, sfregiata dal suo ex che, secondo la Cassazione, non si sarebbe mai “pentito” nonostante le avesse procurato lesioni gravissime tali da mettere a repentaglio la vita della donna. Sono questi i motivi che hanno spinto i giudici della Cassazione a confermare la condanna a 20 anni di reclusione per Luca Varani, accusato di stalking e tentato omicidio. Ad aggravare la sua posizione anche l’utilizzo di acido per l’aggressione, l’assunzione di sostanze stupefacenti e – per ultimo – la mancanza di pentimento da parte dell’imputato.

Sfregiata con l’acido, l’ex condannato a 20 anni

I giudici della Suprema Corte, nel confermare la condanna a Luca Varani, hanno precisato che ci sarebbero diversi elementi che aggraverebbero la sua posizione: dalle dichiarazioni di Lucia Annibali che, fin dal primo momento, sospettò di lui ad alcuni riscontri oggettivi offerti dalle investigazioni che hanno permesso di rilevare tracce di acido sia sulla persona di Varani che sulla sua vettura”.

Sfregiata con l’acido, la “battaglia” di Lucia Annibali

“Parziali”, invece, sarebbero state le ammissioni di Luca Varani, l’uomo accusato di stalking e tentato omicidio. Le motivazioni – pubblicate in queste ore – seguono alla decisione della prima sezione penale della Cassazione risalente allo scorso 10 maggio che aveva confermato la sentenza della Corte d’appello di Ancona.