Il critico d’arte Vittorio Sgarbi è stato denunciato dall’Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente (Aidaa) perché offende le capre. No, non si tratterebbe di uno scherzo: l’associazione avrebbe realmente presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Ferrara, perché Sgarbi userebbe continuamente il termine capre in senso dispregiativo. Proprio a tal proposito, l’Aidaa avrebbe chiesto ai magistrati di verificare l’eventuale sussistenza del reato di incitamento al maltrattamento degli animali, così come previsto dall’articolo 544 ter del codice di diritto penale.

Lorenzo Croce, presidente dell’Aidaa, ha chiarito che l’esposto è ovviamente una provocazione (“Contro chi delle provocazioni ha fatto un modo di vivere“) ma anche un modo per chiedere a Vittorio Sgarbi di smettere di utilizzare il termine capra come un modo per offendere, anche perché le capre sarebbero tra gli animali più intelligenti che esistano. Croce avrebbe anche esortato il critico d’arte a trascorrere tre giorni insieme ad alcuni pastori, in modo da poter apprezzare l’intelligenza delle capre.

Vittorio Sgarbi, che si sta riprendendo alla grande dall’intervento al cuore subito qualche settimana fa, ha ovviamente già commentato e replicato, soprattutto attraverso la sua attivissima pagina Facebook. Il critico ha pubblicato un post in cui scrive con la sua solita ironia pungente: “Ho sempre inteso ‘capra’ come un complimento, considerando di molto inferiori alcuni uomini. Suggerisco comunque all’Aidaa di fare un esposto anche contro Gesù Cristo che, identificandosi nel buon pastore, ha riconosciuto negli uomini le sue pecore“.