Giorni di forte tensione a Milano, dove negli ultimi giorni i problemi abitativi hanno causato sgomberi di centri sociali con la polizia in tenuta anti-sommossa, piccoli attentati e cortei non autorizzati che sono finiti con tafferugli tra la polizia e gli antagonisti.

E a gettare benzina sul fuoco c’è stata la denuncia di una donna rumena già madre di quattro figli, che ha denunciato di aver perso un bambino a seguito di una manganellata ricevuta martedì scorso, quando le forze dell’ordine erano intervenute per gli sgomberi di due centri sociali in zona Corvetto.

La Procura di Milano, con il pubblico ministero di turno Gianluca Prisco e il procuratore aggiunto Maurizio Romanelli, sta seguendo direttamente il caso. Intanto, fonti della clinica Mangiagalli – l’ospedale in cui la donna ha denunciato aborto e presunta manganellata – hanno spiegato che non hanno notato segni sul corpo della donna che fossero compatibili con una manganellata e tali da poter provocare la perdita del bambino.

La procura ha comunque affermato che “sono in corso accertamenti che saranno seri, rigorosi e scrupolosi” – in altre parole verranno fatti degli esami istologici per approfondire la questione. La donna è occupante abusiva di una casa in zona Corvetto, e a quanto sembra non ha ancora presentato una denuncia formale, anche se è già stata ascoltata in ospedale dal pubblico ministero.

Intanto si continua ad indagare sull’incendio doloso avvenuto tra martedì e mercoledì scorso della sede dell’azienda lombarda di edilizia residenziale (Aler). E si cerca di ragionare sul collegamento tra questo episodio, i danneggiamenti legati ai cortei di antagonisti che si sono svolti in questi giorni, e l’assalto ad un circolo del Pd.

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