Dopo lo sgombero dei migranti che occupavano il palazzo di via Curtatone a Roma, il caso ha continuato a sollevare polemiche. Ieri era stata la Caritas di Roma a scagliarsi contro le istituzioni, ree di non aver programmato lo sgombero dell’immobile di via Curtatone occupato da profughi e richiedenti asilo, procedendo con lo stesso senza aver previsto una valida alternativa. Le polemiche sono scoppiate anche a causa dei tafferugli scoppiati nella vicina piazza Indipendenza, tra forze dell’ordine e alcuni dei migranti. Cinque di essi sono stati anche arrestati per resistenza aggravata e lesioni a pubblico ufficiale mentre il palazzo occupato in via Curtatone, una volta sgomberato, è stato posto sotto sequestro.

I tafferugli di piazza Indipendenza hanno ovviamente scatenato anche le reazioni e le polemiche dei politici. Uno dei primi ad aver criticato quanto avvenuto a Roma è stato Matteo Orfini, presidente del Partito Democratico. Orfini ha scritto su Facebook: “Quello che è accaduto a Roma in questi giorni non è normale. E non lo deve diventare. Non si può continuare a pensare che un dramma sociale possa essere ridotto a questione di ordine pubblico. Questo non significa che vale tutto, che tutto si debba giustificare e che la legalità non vada fatta rispettare. Tutt’altro. Ma per farlo occorre serietà, buon senso, e soluzioni. A piazza Indipendenza non c’è stato nulla di tutto ciò. E non è la prima volta“.

In difesa della sindaca di Roma Virginia Raggi è invece arrivato il commento da parte di Luigi Di Maio, che ha invitato a non utilizzare l’ennesimo caso per scagliarsi contro la prima cittadina della Capitale. Intervenuto ad Omnibus, Di Maio ha affermato: “Non possiamo usare ancora una volta questa questione contro la Raggi, perché la Raggi si deve occupare della questione migranti ma prima di tutto dei romani. Io penso che lo Stato si debba far rispettare e la polizia ha fatto di tutto per evitare il peggio“. Di Maio ha anche ricordato come un’alternativa agli alloggi occupati in via Curtatone sia stata trovata, e che nello specifico si tratterebbe di sei villette nei pressi di Rieti, pronte ad ospitare i profughi.