E’ di cinque feriti il bilancio dell’ esplosione che ha interessato l’ aeroporto internazionale Pudong di Shanghai, in Cina. La polizia ha chiarito le dinamiche dell’ incidente, spiegando che la deflagrazione è stata causata da una bottiglia piena di esplosivo artigianale nascosta in uno zaino e lanciata da un trentenne contro il banco dei check-in di Thai Airways e Philippines Airlines, al Terminal 2. Subito dopo la duplice esplosione, l’ uomo avrebbe estratto un coltello nel tentativo di tagliarsi la gola e togliersi la vita. Immediatamente soccorso, è ora ricoverato in gravi condizioni all’ ospedale di Pudong, insieme a quattro dei feriti. Tra questi un 53enne di origine filippina, un uomo di 67 anni e una donna di 64, entrambi di nazionalità cinese. Uno dei feriti versa in gravi condizioni, mentre altri tre hanno riportato solo ferite superficiali a testa, mani e gambe.

Nonostante la concitazione del momento, le attività dello scalo non hanno subito gravi ritardi o interruzioni. La polizia cinese ha avviato un’ indagine per ricostruire la dinamica della vicenda (ancora lacunosa) e chiarire il movente del folle gesto. In un breve comunicato stampa, la Shanghai Airport Authority ha tuttavia ribadito che si è trattato di una “bomba artigianale”, escludendo la matrice terroristica. A seguito dell’ esplosione, che si è verificata intorno alle 14,30 di ieri pomeriggio (circa le 9 in Italia), la polizia e gli artificieri hanno isolato l’area ed eseguito attenti controlli su svariati bagagli.

L’ aeroporto di Pudong, uno dei due che servono la città di Shanghai, nonché il terzo aeroporto più trafficato della Cina, è stato inaugurato nel 1999 e serve annualmente circa 60 milioni di passeggeri. Dopo l’ esplosione, le autorità aeroportuali hanno ordinato un’ intensificazione dei controlli.