Domotica, impianti solari, materiali fotocatalitici e recupero dell’acqua piovana nel progetto inaugurato nel capoluogo piemontese.

L’edificio, sorto dalla riconversione di un ex edificio delle Poste, è il più grande esempio di housing sociale temporaneo in Italia. Il progetto, denominato “Sharing-Condividere idee e abitazioni”, ha l’obiettivo di sperimentare un nuovo approccio per affrontare il disagio abitativo favorendo la creazione di strutture e servizi di buona qualità a costi calmierati.


Dall’ex palazzo delle Poste abbandonato da una ventina d’anni sono stati ricavate 122 appartamenti, da affittare in media a poco più di 400 euro mensili, dotate di cucina ad induzione, completamente arredate, di servizio wi-fi gratuito e sistema di domotica per il controllo delle utenze e 58 camere ad uso hotel i cui costi sono particolarmente contenuti (circa 50 euro compresa la colazione). Sharing offre inoltre servizi sanitari, di promozione sociale, spazi commerciali aperti a inquilini e residenti che siano in grado di creare oltre ad un’offerta abitativa anche una socialità tra le persone.

L’iniziativa è una risposta concreta alla domanda residenziale della fascia grigia della popolazione, che non trova collocazione nel mercato immobiliare e non rientra nei piani di residenza popolare, destinati a chi vive una vera emergenza sociale.

Nel progetto sono stati impiegati materiali disinquinanti fotocatalitici, che consentono la rimozione di particelle inquinanti dall’aria e l’auto-disinfezione da contaminanti batterici; l’acqua calda sanitaria e l’energia elettrica verranno prodotte da impianti solari termici e fotovoltaici ad alta efficienza. Previsto anche un sistema per il recupero dell’acqua piovana per irrigare il giardino.

Il progetto è gestito dalla società Sharing che si impegna a restituire l’investimento della Fondazione in una ventina d’anni a un canone annuo di 600mila euro. Altri ne seguiranno a partire da Settimo Torinese e Asti che potrebbero vedere la luce in primavera.

Come spiega il segretario generale della Fondazione Crt Angelo Miglietta, non è un’operazione puramente erogativa, ma una forma di investimento sociale che prevede un ritorno anche economico sul territorio. Con le risorse generate, infatti, si potrà reinvestire il capitale in altre operazioni dello stesso tipo.