Il monito di Barack Obama è chiaro. Durante una conferenza stampa il presidente degli Stati Uniti ha parlato duramente dello shutdown, lo stallo economico che sta creando il blackout nel Paese: il rifinanziamento del bilancio statale è stato bloccato dalla Camera che protesta contro le politiche sociali dell’amministrazione. Molti servizi statali sono chiusi e il debito del Paese si è impennato.

Obama martedì avrebbe parlato al telefono con il repubblicano John Boehner, invitato a votare un provvedimento in modo che il governo possa continuare a prendere in prestito denaro e innalzare il tetto del debito: “Sono pronto a discutere con i Repubblicani, ma non tratto fino a che una parte estrema di loro continuerà a costringere lo speaker della Camera a porre minacce all’economia Usa. In privato dicono di essere d’accordo, poi però in pubblico sono minacciati dagli estremisti e dalla loro agenda. Non è possibile minacciare la recessione perché si sono perse le elezioni. Non è così che funziona. Non possiamo rendere la routine dell’estorsione una parte della nostra democrazia. Non è possibile affrontare tutto questo ogni tre mesi”. 

Secondo Obama il declassamento subito dall’agenzia di rating Standard & Poors dovrebbe aver fatto imparare una lezione. Invece “c’è troppa gente lontana dalla realtà, che ha perso contatto con la vita reale. E questo mi rende molto nervoso. Come ha detto Warren Buffett (noto miliardario americano, ndr), il default sarebbe una bomba nucleare, un’arma troppo orribile per solo pensare di usarlo. Un ricatto inaccettabile che rovina l’immagine degli Stati Uniti. Dobbiamo alzare il tetto del debito perché dobbiamo pagare i nostri debiti, non perché ne facciamo di nuovi. Non c’entra nulla la responsabilità fiscale. Gli Stati Uniti non sarebbero più in misura di assolvere a tutti i propri obblighi finanziari per la prima volta in 225 anni”. Il rischio di default ha provocato la reazione della Borsa americana con l’indice Nasdaq che è arrivato a perdere fino al 2%.