Mercoledì 11 febbraio, alle 14 ora italiana, la navetta IXV – da Intermediate eXperimental Veichle, decollerà dallo spazioporto di Kourou, nella Guyana Francese per diventare il primo space shuttle europeo della storia. Un evento a cui l’Italia ha dato un contributo fondamentale, dal momento che la navetta è stata in gran parte costruita e assemblata nelle camere bianche della Thales Alenia Space di Torino, società all’avanguardia nella realizzazione di veicoli spaziali. Non solo: il monitoraggio dell’intera missione sarà appannaggio del centro Altec di Torino, creato dalla stessa Thales Alenia in cooperazione con l’Agenzia Spaziale Italiana.

Il primo shuttle europeo

Costato 150 milioni di euro, IXV è uno shuttle di dimensioni ridotte, lungo appena cinque metri e pesante meno di due tonnellate, interamente automatico e dunque privo di equipaggio. Com’è noto, l’Europa è storicamente rimasta indietro nella gara aerospaziale rispetto alle due antiche superpotenze dello spazio, Stati Uniti e Russia, le uniche due a essersi dotate nel corso del tempo di navicelle in grado di trasportare uomini a bordo; finora, i paesi del Vecchio Continente si sono affidati per le loro missioni ai Soyuz russi e agli shuttle americani (ormai in pensione), in attesa che la Nasa presenti il loro erede diretto, la navicella Orion, il cui primo volo con equipaggio è previsto per il 2020. Ma ora, con IXV, è stato fatto il primo, fondamentale passo perché anche l’Europa, in un futuro non lontano, possa dotarsi di tale tecnologia.

In effetti, l’obiettivo della missione è quello di testare la tenuta dei materiali con cui la navetta è stata costruita (in particolare ceramiche speciali e fibre di carbonio di ultima generazione), soprattutto nella fase di rientro. IXV verrà trainata dal vettore Vega fino a oltre l’atmosfera terrestre, quindi proseguirà in solitaria fino all’altezza di 412 chilometri dal suolo, per poi iniziare il rientro alla velocità di 27mila km/h, e saranno i 300 sensori presenti a bordo a raccogliere e trasmettere tutti i dati circa la resistenza dei materiali e della struttura. Questi dati saranno fondamentali per passare alla fase successiva, quella della costruzione della prima navicella europea in grado di trasportare un equipaggio umano nello spazio e di farlo tornare a casa incolume.