Antonio Gaetani, ha 28 anni e vive ad Alliste, in provincia di Lecce, ed è è finito dentro perché i carabinieri lo hanno arrestato dopo un suo tentativo di rapina in un supermercato di Taviano – aveva tentato il colpo insieme a due amici armato con un fucile da sub. La banda era sotto osservazione da tempo e si riteneva che i tre fossero responsabili di una serie di colpi a negozi salentini avvenuti nelle ultime settimane.

Gaetani era un osservato speciale perché si definiva rapinatore su Facebook, e sui social network circolavano diversi scatti in cui lui impugnava una pistola. Controllare il contenuto dei profili Facebook degli indagati sta diventando una routine per le forze dell’ordine. in questo senso è significativo quanto è successo a Federico Ferri e Mirko Castelluzzo, due leccesi che nel luglio scorso hanno aggredito e cercato di affogare un giovane venditore ambulante sulla spiaggia di Torre Chianca e sono stati condannati 12 anni per tentato omicidio aggravato dall’odio razziale.

Per rafforzare le tesi dell’accusa sono stati allegati al loro fascicolo i commenti razzisti che avevano postato su Facebook. E in alcuni scatti postati sui social network avevano gli stessi abiti degli aggressori dell’ambulante – e che erano stati ripresi dalle videocamere sul luogo dell’aggressione.