Si terranno oggi pomeriggio i funerali di Tiziana Cantone, la 31enne di Casalnuovo di Napoli, che si è suicidata per la pubblicazione in rete di un video hard. Filmato che le aveva cambiato la vita, che l’aveva costretta a lasciare sia il lavoro che la sua città. Adesso voleva cambiare persino la sua identità ma doveva sostenere 20mila euro di spese processuali. La sua vita era diventata un inferno al punto che – da tempo – era depressa e aveva già tentato il suicidio. La procura, infatti, ha aperto un fascicolo per induzione al suicidio.

Video hard, la testimonianza della madre

Intanto la madre, Maria Teresa, di 58 anni, ha parlato con gli inquirenti della Procura di Napoli Nord, puntando il dito contro l’ex fidanzato di Tiziana che l’avrebbe indotta a girare quei filmati hard con 5-6 uomini. “Cosa devo dire adesso? Da dove devo cominciare? Tutto quello che si poteva e doveva fare, i social network, la rimozione, la responsabilità delle persone, si doveva fare prima”, comincia così il racconto della madre. Una testimonianza segnata dal dolore ma anche da tanta lucidità.

Video hard, madre punta il dito contro l’ex

“Mia figlia aveva provato il suicidio altre due volte. Da questa storia non riusciva più a liberarsi. Certo, era una ragazza sensibile. Ha convissuto per circa un anno con il suo fidanzato. Tiziana non era forte, forse anche per i suoi trascorsi” ha aggiunto la donna. Che poi ha accusato, senza mezzi termini, l’ex della figlia: “Secondo me, lui la plagiava. Andarono a vivere insieme e – durante la sua convivenza – io la vedevo cambiata. Tra me e lei c’era un particolare legame eppure lei aveva deciso di allontanarsi e lui mi dava sempre una brutta impressione [...] Tiziana mi raccontò di alcuni giochetti fatti con quell’uomo. Una sera ritornò di notte, forse era il novembre 2015, riferì che aveva litigato con lui. Era ubriaca. Si rifugiò in casa mia per quella sera. Venni a sapere che avevano fatto un video che aveva avuto una diffusione virale”.

Il racconto poi si fa più dettagliato: “Tiziana mi riferì che il suo compagno l’aveva indotta a girare alcuni video per far piacere a lui, con altri uomini. Considerata questa costrizione, lei aveva deciso di avere rapporti sessuali, ripresi con una telecamera, quantomeno con persone che lei gradiva. Il suo compagno, in realtà, non era presente a quei rapporti sessuali, ma provava piacere a sapere che lei andava con altri e nel vedere i filmati. E anche nel filmato più diffuso, in cui si parla di tradire il fidanzato, posso dire che quell’uomo, per me, ne era a conoscenza. In un filmato, quello girato nella cucina della loro abitazione, si sente la voce dell’uomo e compare una sagoma riconducibile a mio avviso a questo suo compagno”. E ancora: “Secondo me, i video furono pubblicati dal suo compagno per costringerla a rimanere con lui. Ma lei per la vergogna temporeggiò, rinviò questo ritorno a casa nostra. Le chiesi spiegazioni e mi disse che ci voleva tempo”.

Video hard, Tiziana aveva già tentato il suicidio

“Stava male per tutto quello che vedeva e sentiva, e in particolare per l’esito del procedimento anche perché riteneva che non era stata fatta giustizia, in particolare nei confronti dei piccoli editori che l’avevano calunniata ha concluso la madre di Tiziana, uccisa da quel maledetto video hard.