Gli analisti avevano dato per spacciato Dan Price, amministratore delegato della start-up di Seattle “Gravity Payments“, società che offre servizi legati ai pagamenti con carta di credito e trasferimento di denaro. Lo scorso aprile l’imprenditore aveva deciso di tagliarsi lo stipendio di un milione di dollari aumentando, di conseguenza, il salario minimo dei suoi 120 dipendenti a 70 mila dollari.

Con questo suo esperimento Price ha voluto ispirarsi allo studio condotto dagli economisti di Princeton Daniel Kahneman e Angus Deaton secondo il quale un salario di 75 mila dollari è il traguardo ideale per ogni dipendente per potersi assicurare una vita tranquilla e felice. Per raggiungere tale obiettivo l’imprenditore trentunenne si è, così, tagliato lo stipendio del 90%, oltre a vendere tutti i suoi titoli in borsa, a investire i suoi conti di risparmio previdenziale e a ipotecare due delle sue proprietà. Un’iniziativa encomiabile che, inizialmente, tutti gli economisti avevano screditato e che invece a lungo termine ha dato i suoi frutti. La rivista economica “Inc.” ha svelato, infatti, che la società ha raddoppiato vendite e profitti, i clienti sono passati da 30 a quasi 4 mila mensili e ha conosciuto un aumento della produttività dei suoi impiegati grazie alla quale il tasso di fedeltà dei clienti è passato dal 91% al 95%. Il giovane Price ha così dimostrato a tutti gli scettici il successo della sua iniziativa, parlando con orgoglio del suo lavoro:

“Voglio che le persone ci giudichino leader finanziari non perché guadagniamo tanti soldi, ma perché abbiamo grandi idee“.