Siamo tutti Charlie“; “Volevate mettere la Francia in ginocchio, l’avete fatta rialzare in piedi”; “Non abbiamo paura”;  ”Avete voluto seppellirci, non sapevate che siamo semi”. Sono solo alcuni dei commoventi messaggi apparsi sugli striscioni mostrati dalla folla oggi a Parigi nel corso della marcia repubblicana organizzata per omaggiare le vittime degli attacchi terroristici dei giorni scorsi e manifestare contro il terrorismo islamico e contro ogni forma di intolleranza.

A pochi giorni da quel terribile attentato alla rivista satirica Charlie Hebdo e al supermercato ebraico, la Francia e il mondo intero si mobilitano e parlano con una sola grande voce in difesa della libertà d’espressione e contro il silenzio tombale della violenza.

Secondo le stime degli organizzatori della marcia almeno 2 milioni di persone hanno sfilato per le strade blindate di Parigi, rivendicando il diritto a una Francia libera dal terrore, dall’odio e dal razzismo. In contemporanea alla marcia parigina si sono svolte  manifestazioni in diverse parti del Paese per un totale di un altro milione di manifestanti.

Alla marcia hanno partecipato 40 capi di stato e personalità politiche provenienti da tutto il mondo: da Matteo Renzi a Netanyahu, da Abu Mazen alla Merkel. Presenti  personaggi di spicco della politica francese, tra cui Sarkozy e Carla Bruni. Il presidente della Repubblica francese François Hollande, riunito all’Eliseo con i ministri, ha dichiarato che oggi Parigi è la capitale del mondo. La capitale di un mondo libero che rivendica il diritto d’espressione e città multietniche in cui non si seminino odio, sospetto e paura.

Il premier Matteo Renzi ha offerto alla Francia tutto il sostegno dell’Italia, ribadendo la necessità di un’Europa unita contro l’avanzata del terrorismo:

“Siamo qui per dire che noi non ci fermiamo, non ci facciamo arrestare dall’orrore e dalla paura, da Parigi deve partire un messaggio di dolore e vicinanza, ma anche di ripartenza e futuro perché l’Europa non è solo passato. I nostri valori sono più forti delle loro minacce. Magari bastasse una legge.  C’è bisogno innanzitutto di una sfida più grande: affermare valori più grandi dell’orrore”.

Foto: Team Sarkozy via Twitter