Sorgenti del Po in secca: anche questa sarebbe una drammatica conseguenza della siccità che sta colpendo varie zone d’Italia. La scarsità di piogge pare abbia lasciato a secco il Pian del Re, a quota 2.020 metri alla base del Monviso tant’è che al momento non sgorgherebbe neppure più una goccia di acqua.

Dopo un inverno scarsamente piovoso e nevoso, l’Italia si appresta dunque a dover combattere una battaglia sempre più ardua contro la siccità. Era già accaduto in alcuni Comuni del Nord e sta accadendo, da diverso tempo ormai, anche nel Lazio, con il lago di Bracciano fortemente messo a dura prova e con Roma e altri Comuni della regione alle prese con razionamenti e diminuzioni della pressione idrica.

E se per il lago di Bracciano c’è chi vorrebbe addirittura chiedere che si proceda per accertare il danno ambientale subito dall’ecosistema lacustre, a Roma e in altri Comuni si sta cercando di affrontare la siccità e la crisi idrica che ne deriva mettendo in campo contromisure che possano permettere ai cittadini di continuare a poter usufruire dell’acqua domestica. Da qui l’inizio di lavori per diminuire il numero di perdite dalle condutture ad esempio, ma anche razionalizzazioni (con momentanee interruzioni del flusso idrico in alcuni momenti della giornata) oppure diminuzione del flusso.

E se al Centro Sud molti Comuni non se la passano bene, anche il Nord potrebbe iniziare ad avere seri problemi. La siccità, tra l’altro, rischia di mettere seriamente in pericolo i settori dell’agricoltura e dell’allevamento. Un grido che non può più rimanere inascoltato…