La sigaretta elettronica, da sempre al centro di una diatriba sul discorso se sia o meno utile e non nociva alla salute dell’uomo, non verrà mai venduta in farmacia. Ad annunciato il ministro della salute, Beatrice Lorenzin.

La stessa ha voluto chiarire il documento stilato dal Consiglio dei Ministri della salute: “La sigaretta elettronica non sarà venduta in farmacia perché non è un medicinale – dice – anche quando superano determinati livelli di nicotina”.

L’Italia, con la Francia, è l’unico paese dell’Unione Europea restio a voler considerare la sigaretta elettronica come un farmaco. Secondo l’UE, infatti, aiuterebbe i pazienti a smettere di fumare; anche se, finora, non ci sono prove documentarie a sostenere questa tesi: “Non è un testo di immediata pubblicazione ma deve essere utilizzato per il negoziato con il Parlamento europeo che avverrà nelle prossime settimane – precisa la Lorenzin, tornando a parlare del documento del Consiglio – se si inserisce all’interno della sigaretta una quantità di nicotina superiore a quella consentita dalla legge si finisce in uno stato di avvelenamento e quindi diventa estremamente pericoloso”.

L’Istituto tumori di Milano sta portando avanti uno studio sulla sigaretta elettronica assieme all’Istituto della Southern university californiana e della Cornell university di New York: “Misureremo i vari particolari, come il Pm 2,5 e il Pm 10, la quantità di carbonio e tutti i fattori ed elementi potenzialmente pericolosi. Dopo questa indagine – fa sapere Marco Pierotti, direttore scientifico dell’Istituto – avremo certamente un dato più solido”.