Venerdì 31 maggio si celebra la giornata mondiale senza tabacco. In Italia sono già passati 10 anni dall’introduzione della legge Sirchia che ha portato a un calo complessivo dei fumatori del 6,3% (8,4% per gli uomini e 4,6% per le donne) rispetto al 2003. Ancora più netta la diminuzione del numero di sigarette vendute, circa il 12% in meno. Il gettito delle imposte sta crollando e le casse dello Stato piangono: si stima che i Monopoli perderanno 700 milioni di euro. Soprattutto per colpa – o merito – della sigaretta elettronica (foto by InfoPhoto) e del suo boom. Le Finanze, secondo il Corriere della Sera, non vogliono più aspettare per tassare un mercato raddoppiato in pochi mesi e che ha ancora notevoli margini di espansione.

Il tentativo, finora, non è andato in porto per via della tecnologia della e-cig che pone diversi interrogativi. Il nodo è la definizione: prodotto da fumo, dispositivo medico o nessuna delle precedenti? Se fosse la prima varrebbero le regole delle sigarette con vendita esclusiva nelle tabaccherie e relativa accisa. Se fosse la seconda troverebbe posto solo nelle farmacie. Il ministero della Salute, che al momento ha solo bloccato la vendita ai minori, ci ragiona da mesi mentre in Europa il mercato è regolamentato solo in Gran Bretagna (nessuna restrizione alla vendita e al consumo). Nel mercato unico ognuno fa come vuole.

Alcuni liquidi che alimentano la sigaretta possono contenere nicotina che però non proviene solo dal tabacco e non è tassabile a meno che non si stabilisca il quantitativo di tabacco necessario per produrre la nicotina presente in una boccetta di liquido per poi tassarlo. Una lungaggine burocratica assurda che non garantirebbe gli introiti attesi.  Probabile quindi che si arrivi a un’imposta di consumo, soluzione gradita anche a produttori e rivenditori visto il business assai lucrativo. In Cina una sigaretta costa, imposte incluse, circa 25 euro e viene venduta al cliente a 65 euro (a 35 al venditore al dettaglio) per un ricarico di oltre il 100%.

Secondo la banca Citigroup la sigaretta a vapore è tra le 10 tecnologie destinate a rivoluzionare l’immediato futuro. Repubblica ha riportato le stime americane dove la sigaretta elettronica occupa l’1% del mercato Usa, un giro d’affari di 100 miliardi di dollari che a livello mondiale tocca i 664 miliardi. Mentre sono in corso acquisizioni strategiche tra le multinazionali del tabacco, in Italia alcuni top client della e-cig (i cosidetti ‘svapatori’) stanno già facendo scorte preoccupati dall’arrivo della probabile nuova tassa. Molti fanno orecchie da mercante visto il fiorente ed economico mercato online di sigarette e accessori vari. A meno che non decidano di tassare il vapore. Ovunque.

Jorge Lorenzo testimonial della e-cig “Aiuta la gente”