Silvio Berlusconi si è recato questa mattina all’ospedale San Raffaele di Milano per una serie di accertamenti medici. A seguirlo il suo medico personale Alberto Zangrillo.

Stando alle informazioni rivelate dallo stesso primario di Anestesia e rianimazione, gli esami hanno avuto come fine la valutazione del battito del cuore, irregolare negli ultimi giorni, probabilmente dovuto allo stress psicofisico accumulato nelle ultime due settimane, in congiunzione con il momento più acceso della campagna referendaria.

Siamo di fronte a un macchina di Formula 1: straordinaria, ma che ha bisogno di essere controllata. In questo caso, stiamo facendo un piccolo check ai box”, questo l’ironico commento del medico, che ha dunque smorzato tutte le preoccupazioni dei fedelissimi di Berlusconi.

D’altro canto la fibrillazione atriale riscontrata è del tutto usuale nei pazienti sottoposti a operazioni a cuore aperto che si sottopongono a grandi sforzi.

L’ex premier ha poi lasciato l’ospedale intorno alle 12, non prima però che i medici si accertassero anche del corretto funzionamento del pacemaker installato ormai dieci anni fa e poi sostituito l’anno scorso, sempre al San Raffaele.

La clinica milanese è stata anche teatro della sostituzione della valvola aortica a giugno, seguita sempre da Zagrillo. Questi durante gli esami successivi all’operazione, riferendosi al cuore dell’ex Presidente del Consiglio disse che “in qualità di capo meccanico, devo consigliare prudenza e fare qualche test in più. Resta comunque la macchina più competitiva ed efficiente anche perché nonostante la ricerca e lo studio non c’è ad oggi niente che sia paragonabile“.