Silvio Berlusconi (foto by InfoPhoto) ha le idee chiare: non ha nessuna intenzione di passare tempo ai servizi sociali. E nemmeno agli arresti domiciliari: “A questo punto, me ne vado in galera. E poi…”. La notizia è stata data dallo stesso Berlusconi nel tardo pomeriggio di ieri, quando a Palazzo Grazioli l’ex Premier ha ricevuto i suoi fedelissimi del Pdl in delegazione, la medesima appena rientrata dal Quirinale. Di fronte a lui, Renato Schifani e Renato Bunetta, i suoi due portavoce saliti al Colle per perorare la sua causa.

Un discorso, quello della sua volontà di trascorrere la pena in carcere, ribadito anche ieri pomeriggio da Daniela Santanché. In fin dei conti, Berlusconi intende quello di andare in carcere come un “passo” da dover fare per poter arrivare ad un qualsiasi provvedimento di clemenza. Varcare il portone di San Vittore, per poi poter uscire ancora più forte di prima. Una scelta difficile, impegnativa, che Berlusconi avrebbe già condiviso anche con i suoi figli.