Al momento si tratta solo di un’ipotesi ma l’approvazione di un decreto legislativo sui rapporti tra fisco e contribuente, a cui il Consiglio dei Ministri ha dato il via lo scorso 24 dicembre, sta già scatenando le polemiche. Perché? Beh perché come al solito c’entra la figura di Silvio Berlusconi, che direttamente o indirettamente è sempre in grado di calamitare l’attenzione su di sé, soprattutto quando si tratta di beghe giudiziarie.

Come sostenuto da alcuni, grazie ad un piccolo cavillo presente all’interno del decreto legislativo sopra citato, Silvio Berlusconi potrebbe veder cancellato il reato di evasione fiscale per cui è stato condannato, in via definitiva, nell’agosto del 2013. Il cavillo introdotto dal decreto legislativo non andrebbe a modificare, nella sua struttura, il reato di frode fiscale ma andrebbe ad introdurre una causa di esclusione della punibilità, che non sarebbe più possibile qualora la soglia di evasione sull’imponibile non superi il 3 per cento.

Una soglia che potrebbe permettere a Berlusconi di ottenere una sorta di condono procedendo alla richiesta di revoca della condanna definitiva, che porterebbe poi alla cancellazione degli effetti della legge Severino (che prevede l’incandidabilità in caso di condanna definitiva).

Il Premier Matteo Renzi ha già fatto sapere che questa possibilità sembra essere assai remota, sia perché a lui non risulta la norma sia perché difficilmente potrebbe applicarsi ad un soggetto condannato in via definitiva. Ad ogni modo, si è detto pronto a bloccare la legge qualora tutto ciò sia effettivamente possibile. E così sembra aver deciso: Renzi ha dichiarato infatti che il decreto subisce una battuta di arresto e che tornerà in Parlamento soltanto dopo l’elezione del Presidente della Repubblica, quando Berlusconi avrà ormai completato il periodo dei servizi sociali a Cesano Boscone.

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