Silvio Berlusconi è ufficialmente è un uomo libero. Lo ha dichiarato il Tribunale di Sorveglianza di Milano, attestando il termine dei 10 mesi e mezzo di affidamento ai servizi sociali. La pena era stata comminata dalla Cassazione in seguito al processo per frode fiscale nel caso dei diritti televisivi e cinematografici acquisiti da Mediaset.

La sentenza a 4 anni di carcere era stata trasformata in tale modo dopo l’indulto di tre anni ed è stata scontata presso il centro per anziani Sacra Famiglia di Cesano Boscone, definita dall’ex premier come “un’esperienza toccante” che “ha rappresentato una pausa di serenità”, forse destinata a continuare in modo volontario.

Il provvedimento è arrivato giovedì scorso, quando il Tribunale presieduto da Pasquale Nobile de Santis ha certificato il comportamento corretto tenuto da Berlusconi, in antitesi con il “passo falso” rappresentato dalla polemica contro l’organo della magistratura che si era risolta in una diffida impartita dal giudice Beatrice Crosti.

A rendere più veloce lo sconto della pena è arrivato lo scorso marzo anche lo sconto per buona condotta, che aveva alleggerito la condanna di un mese e mezzo. Il tutto grazie alle relazioni di Severina Panarello, capo dell’Ufficio esecuzione penale esterna. Oltre alla soddisfazione della restituzione del passaporto, Berlusconi potrà finalmente spostarsi liberamente sul territorio nazionale, dopo aver ricevuto l’obbligo di dimora in Lombardia (da cui era stato dispensato nel periodo settimanale tra martedì e giovedì per svolgere attività politica a Roma).

Il Tribunale ha poi cancellato anche la pena accessoria rappresentata dall’interdizione dai pubblici uffici: Berlusconi potrà quindi tornare a votare, ma rimarrà ineleggibile a causa dell’applicabilità retroattiva della legge Severino. Il decreto del 2012, contro cui i legali del leader di Forza Italia hanno presentato ricordo alla Corte di Strasburgo, prevede che vengano interdetti alle elezioni politiche tutti coloro che hanno riportato condanne definitive con pene superiori a due anni di reclusione.