Ruby c’è, Ruby non c’è. Berlusconi si può candidare, Berlusconi non si può candidare. Tutto ciò che riguarda l’ex-premier sembra in questi giorni oscillare da un opposto all’altro.

La ragazza marocchina è contenta, non dovrà più testimoniare al processo in cui Silvio Berlusconi è accusato di concussione e prostituzione minorile. Il testimone chiave non sarà più ascoltato, la procura aveva già rinunciato a sentire la ragazza perché ritenuta un soggetto non credibile: tra una contraddizione e l’altra (messa in evidenza anche dalle intercettazioni), Ruby aveva già dichiarato, infatti, di non aver avuto alcun rapporto intimo con il Cavaliere.

La difesa di quest’ultimo, nel frattempo, aveva chiesto di sospendere per motivi elettorali il processo fino al voto di febbraio. Respinta questa richiesta come bocciata anche la richiesta di legittimo impedimento dell’ex premier, avanzata dall’avvocato Nicolò Ghedini e  motivata con una lettera del segretario del Pdl, Angelino Alfano, nella quale si certifica che alle 11 di questo lunedì era stata convocata una riunione di tutti i coordinatori regionali del partito per la formulazione delle liste elettorali.

Il processo non può essere sospeso per una campagna elettorale. Berlusconi non è segretario politico del Pdl né candidato premier. L’imputato ha scelto ed è un suo diritto di non partecipare alle udienze del processo, se non quando è venuto per dichiarazioni spontanee. Questa richiesta non è una questione di diritto che si deve affrontare in tribunale, ma è una questione di opportunità politica”: così il pm Ilda Boccassini ha replicato alla richiesta di Ghedini.