Adesso non ci sono più dubbi. Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha deciso per la riabilitazione di Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, che in questi giorni ha dato il via libera al governo Di Maio-Salvini pur non sostenendolo. Il leader di Forza Italia, dunque, potrà candidarsi e questo potrebbe cambiare, se non addirittura stravolgere, il risultato delle prossime elezioni. Vengono cancellati, di fatto, tutti gli effetti della condanna del 2013 nell’ambito del processo sui diritti Mediaset, inclusa l’impossibilità di correre alle elezioni imposta dalla legge Severino. La sentenza – è doveroso ricordarlo – potrebbe essere appellata dalla Procura di Milano ma è già effettiva. In altre parole, Silvio Berlusconi può di nuovo scendere in campo e candidarsi.

Come spiegato dal Corriere, se si dovesse andare a elezioni Silvio Berlusconi avrebbe il diritto di presentarsi alla Camera o al Senato. Una decisione che nessuno si sarebbe mai aspettato anche perché era attesa nel mese di giugno e, invece, è stata presa in grande anticipo venerdì in camera di consiglio. Contro gli effetti della legge Severino, i legali del leader di Forza Italia avevano deciso di far ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo sostenendo che la norma avesse prodotto un effetto retroattivo sulla posizione giuridica di Silvio Berlusconi.

Ora il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha messo nero su bianco che i processi penali a carico del leader di Forza Italia “non rappresentano un ostacolo alla riabilitazione” che, dunque, può cominciare fin da ora con la possibilità per Berlusconi di candidarsi. Già dalle prossime elezioni (sempre se, nel frattempo, la Procura di Milano non la spunti presentando ricorso alla decisione del Tribunale di Sorveglianza di Milano).