Simone Moro ha compiuto una straordinaria impresa per l’alpinismo italiano, riuscendo ad arrivare sulla vetta del Nanga Parbat (oltre ottomila metri d’altezza, 8125 per la precisione, la nona montagna più alta del mondo, situata in Pakistan) alle ore 11:37 italiane di questa mattina. Si tratta di un’impresa storica perché mai nessuno aveva tentato di salire sulla cima del Nanga Parbat in inverno e per essere riuscito a raggiungere per la prima volta nella stagione invernale quattro Ottomila.

Simone Moro è riuscito ad arrivare in cima assieme ad Alex Txicon, di origine spagnola, e Alì Sadpara, pakistano. Un quarto componente della cordata, Tamana Lunger si è invece arrestata qualche metro prima della vetta del Nanga Parbat. In realtà la cordata dei quattro alpinisti non era stata programmata sin dall’inizio: due cordate stavano infatti procedendo in maniera autonoma e distinta che un mese fa ha deciso di unirsi per tentare di compiere assieme l’impresa.

Simone Moro e Tamara Lunger stavano cercando di percorrere la via che nel 2000 percorsero Messner ed Eisendle mentre Sadpara, Txicon e un altro italiano – Daniele Nardi – stavano procedendo per la via Kinshofer. Al momento di decidere di unire le due cordate, però, Nardi avrebbe abbandonato la spedizione perché in disaccordo con i suoi compagni e avrebbe fatto ritorno in Italia.

Grandi parole di elogio sono arrivate anche da parte di Messner, che però non si spiega come mai Tamara Lunger abbia deciso di non raggiungere la vetta, restano a pochi metri dal traguardo. I complimenti di Messner sono stati indirizzati soprattutto a Simone Moro, che ha guidato la spedizione, portandola al successo grazie alla sua esperienza e alla sua tattica, cui non sono mancate pazienza e decisione nei momenti giusti. Il gruppo, dopo aver raggiunto la vetta del Nanga Parbat si è incamminato verso il campo 4, per trascorrere la notte.