Torna l’alchimista Simone Rainer, che questa volta volge il suo sguardo attento e visionario al corpo umano.

Dopo due stagioni di rigore e sezione aurea l’eclettico designer si scontra infatti con una tavolozza fatta di pelle e organi, realizzando una collezione che vive di riproduzioni di corpi aperti come scrigni preziosi.

La SS 2013 firmata Simone Rainer si compone così di borse dalle forme per lo più spigolose, con la pochette a triangolo declinata nelle più diverse visioni che talvolta cede il passo a pentangoni e cerchi.

Come per le collezioni precedenti ritroviamo materiali pregiati lavorati con elevata mastria, dove a far da padrona è la pelle che dona forma a delle borse il cui pulsare delle vene le rende vive.

A dare luce a colori ombrosi ma potenti e a fodere buie sono poi particolari dorati.

Uno studio attento, minuzioso, come sempre al limite del maniacale quello del designer che ha fatto della sezione aurea il suo diktat.

Perché nulla deve essere lasciato al caso.

Ed ecco che allora sono precise linee bianche che vanno a disegnare il pattern Penrose della fodera mentre è la vernice strizzata che rende la pelle di queste borse viva e brillante.

Si richiamano Rembrandt e Diderot con D’Alembert in queste creazioni, che tutto sono tranne che scontate.

Forme bidimensionali che hanno la forza di un corpo vivo, fatto di tensione e pulsioni: questa la spring summer 2013 di Simone Rainer.

Una linea di borse destinata a colpire e stupire, capace di rapire lo sguardo ed entrare così, potentemente, nel nostro essere.

Come il sangue che scorre nelle vene.