Ospite della trasmissione Bersaglio Mobile su La7, il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha espresso il desiderio che in Italia vi sia un sindacato unico. Intervistato dal giornalista Enrico Mentana, il Premier ha dichiarato che vorrebbe una legge sulla rappresentanza sindacale, in modo da abolire così tutte le sigle al momento presenti.

Sindacato unico: le dichiarazioni di Renzi

Soffermandosi sempre sul mondo del lavoro e dei sindacati, di cui Renzi ha avuto modo di occuparsi durante la gestazione del Jobs Act (la riforma del lavoro appunto), il Premier ha risposto alle proteste e agli scioperi indetti nei giorni scorsi dalle single sindacali per protestare contro i provvedimenti adottati dal governo e dal parlamento in materia di lavoro: “Io non sono cattivo, è che mi dipingono così coi sindacati. Ma per la prima volta il governo fa diminuire i precari. Poi questo è un governo antipatico, il premier non capisce niente. Va bene, ma per la prima volta i precari diminuiscono“.

Sindacato unico: l’esempio di Marchionne

Matteo Renzi ha avuto modo di parlare piuttosto a lungo sui sindacati: “Ci sono delle cose dei sindacati che non capisco bene. Per anni hanno detto che il lavoro va reso più stabile e meno precario. Il governo lo sta facendo, e qualcuno parla di regalo ai padroni. Non è un regalo: è un diritto avere le ferie, la malattia, la maternità. E a chi viveva di rendita crolla il pavimento sotto i piedi“. Infine un accenno anche all’amministratore delegato della FCA, Sergio Marchionne: “È la dimostrazione che la scommessa sindacale di Landini è una sconfitta. Ha riaperto le fabbriche e da un punto di vista sindacale batte Landini 3 a 0. Landini è una persona intelligente, mi sta simpatico, fa bene a buttarsi in politica“.