Il sindaco di Borgofranco d’Ivrea, Livio Tola, ha deciso di vietare l’uso del wi-fi in tutte le scuole del Comune. La decisione del primo cittadino è stata presa perché, come lui stesso avrebbe dichiarato: “Ci sono studi che minimizzano il problema. Altri fanno terrorismo, ma le ipotesi sono preoccupanti. I bambini in età scolare, avendo la scatola cranica sottile rispetto a un adulto e un tessuto muscolare non definito come spessore, sono più soggetti a essere penetrati dalle onde elettromagnetiche“.

Il sindaco, simpatizzante del Movimento Cinque Stelle (molto attento a temi come quello dell’inquinamento elettromagnetico), avrebbe anche aggiunto: “A casa sua ognuno faccia quel che vuole. Ma io non farò l’errore di riempire il territorio di wi-fi. Se uno voleva mettersi l’amianto in casa quarant’anni fa, poteva farlo. E’ adesso è la stessa cosa. Non vorrei che si facesse questa fine col wi-fi, per l’eternit ci sono stati migliaia di morti“. Un tema non proprio semplice da affrontare quello dell’uso del wi-fi e dell’inquinamento elettromagnetico, che si scontra con moderne necessità, progresso che avanza ma anche con la necessità di salvaguardare la salute umana e ambientale.

Per portare la rete internet nelle scuole, il sindaco di Borgofranco D’Ivrea ha optato per l’utilizzo del metodo della cablatura: “In ogni classe abbiamo messo un computer e un video con il registro elettronico, ma con i fili e internet c’è, perché nessuno è contro. Ci sono anche due laboratori di cui uno di informatica, con 8-10 pc fissi. Se uno vuole, usa quello“. Il primo cittadino ha voluto prendere delle precauzioni, perché come affermerebbe lui stesso, non è ancora certo se le onde facciano male oppure no.