La parola sinodo deriva dal greco ‘sýnodos’, composto dalla particella ‘syn’ = insieme e ‘odos’= via, cammino. Letteralmente traducibile in ‘camminare insieme’, il significato di sinodo si può tranquillamente rendere con ‘concilio’, ‘adunanza’, ‘convegno’. Nell’antica Grecia il termine indicava infatti un’adunanza o assemblea, con particolare riferimento all’assemblea della lega achea. La parola è stata quindi ripresa e frequentemente utilizzata all’interno del linguaggio ecclesiastico per definire una riunione di vescovi o sacerdoti, appositamente convocati per deliberare in materia religiosa.

Con sinodo diocesano si intende ad esempio un’assemblea dei preti e di altri fedeli di una diocesi, indetta dal vescovo al fine di prendere in esame ciò che concerne la cura pastorale, promuovere la vita cristiana, il culto divino e la comunione ecclesiale.

Il Sinodo dei Vescovi, è invece un organismo collegiale composto da circa 200 vescovi (rappresentativo di tutto l’episcopato cattolico) che ha il compito di aiutare e consigliare il Papa nel governo della Chiesa universale e su specifiche questioni dottrinali e pastorali. Istituito da papa Paolo VI il 15 settembre 1965, il Sinodo dei Vescovi viene convocato “secondo i bisogni della Chiesa, dal Romano Pontefice, per sua consultazione e collaborazione, quando per il bene generale della Chiesa ciò sembrerà a lui opportuno”.

Nel calvinismo, il sinodo è una struttura ecclesiastica che opera nelle varie chiese nazionali. Il sinodo provinciale raccoglie i vari concistori parrocchiali e i sinodi provinciali si raccolgono a loro volta nel sinodo nazionale.

Per quanto concerne infine la Chiesa russa, il Santo Sinodo è stato un organo amministrativo istituito da Pietro il Grande nel 1721 per assicurare la dipendenza della Chiesa dallo stato. Questo sostituiva l’autorità del patriarca di Mosca e rivestiva il ruolo di massima autorità dottrinale e amministrativa della Chiesa cristiana ortodossa di Russia, operando in stretto accordo con lo Zar. Il Santo Sinodo fu quindi sciolto nel 1917, a seguito della caduta dello zarismo.