Sono 39 i morti nell’attacco kamikaze che si è verificato nei pressi della città di Aleppo, in Siria. Stando alle prime informazioni, un’autobomba si sarebbe fatta esplodere vicino ad un pullman che stava evacuando decine di civili. A riportare la notizia è l’Osservatorio siriano dei diritti umani. Le vittime, secondo le fonti locali, sarebbero 16 mentre secondo altri il bilancio provvisorio sarebbe di 39 vittime. Ancora una strage di civili, di uomini e donne innocenti.

Siria, autobomba vicina ad un bus di civili

L’esplosione si sarebbe verificata nell’area di Rashideen dove avevano parcheggiato dei pullman in attesa di portare i passeggeri – tutti civili – nelle zone controllate dal governo, così da metterli al sicuro. Un’evacuazione che era frutto di un accordo tra il governo e i ribelli sotto la supervisione di tre paesi: Turchia, Iran e Qatar. Cosa prevedeva l’accordo? L’evacuazione dei cittadini dalle città filo-governative verso la provincia di Aleppo in cambio della possibilità concessa ai ribelli (e alle loro relative famiglie, ndr) di poter lasciare le città di Madaya e Zabadani così da trasferirsi il prima possibile a Idlib.

Siria, l’accordo tra governo e ribelli

Da venerdì sono più di 5mila gli sciiti che sono partiti da Kafaraya e Foa; 2.300, invece, i ribelli partiti da Madaya.